centro oli viggiano

(ANSA) La Procura della Repubblica di Potenza ha disposto il "dissequestro temporaneo" del Centro oli di Viggiano (Potenza) dell'Eni dove, fino al 31 marzo scorso, venivano trattati circa 75 mila barili di petrolio al giorno, prima del sequestro di due vasche e di un pozzo di reiniezione nell'ambito dell'inchiesta sul petrolio in Basilicata.

Lo ha reso noto l'Eni, che ha ricevuto oggi la notifica del dissequestro. Ieri i consulenti della Procura avevano espresso parere favorevole ai lavori di modifica dell'impianto. Il dissequestrato permetterà all'Eni di fare alcuni "lavori di modifica tecnica": dopo la loro valutazione, la Procura "procederà al dissequestro definitivo". La compagnia petrolifera ha ribadito la volontà di dare alla magistratura la "massima collaborazione", dicendosi sicura che sarà accertata "la correttezza del proprio operato".

 

(Basilicatanet) I consiglieri regionali del Pd Lacorazza e Cifarelli invocano anche l’attivazione del tavolo della trasparenza sul petrolio previsto dalla legge regionale n. 4/2015. 

“Avevamo sostenuto con forza che il Centro Olio di Viggiano poteva ripartire. Non molti in verità ci credevano. Invece, come nei giorni scorsi abbiamo ribadito agli stessi lavoratori che sono in presidio al Cova di Viggiano, così come durante la manifestazione a difesa dell’ospedale di Villa d’Agri, le notizie delle ultime ore circa il dissequestro temporaneo degli impianti disposto dalla Procura della Repubblica, confermano quanto avevamo richiesto con la mozione approvata in Consiglio regionale su nostra proposta”. E’ quanto affermano i consiglieri regionali del Pd Piero Lacorazza e Roberto Cifarelli.

“Adesso – aggiungono i due esponenti politici - è necessario definire con procedure chiare e tempi certi le eventuali autorizzazioni per la ripartenza del Centro Olio di Viggiano ma, soprattutto, come peraltro già sollecitato in una interrogazione rivolta all’assessore Berlinguer, occorre la definizione di un sistema di controllo e di monitoraggio che sia da subito messo nelle condizioni di rispondere alla domanda di protezione ambientale espressa dai cittadini. Bisogna inoltre insediare il tavolo della trasparenza, così come previsto dall’articolo 22 della legge regionale n. 4/2015, chiarire i contenuti della nuova autorizzazione anche alla presenza degli enti locali e, infine, avviare, con il sostegno di Ispra, Istituto Superiore di Sanità ed eventualmente di altre Arpa regionali una diversa e nuova ripartenza del sistema di monitoraggio e controllo”.