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Nel tragico weekend di cronache sempre più drammatiche dal Mediterraneo, con centinaia di vite salvate, ma anche purtroppo centinaia di morti lungo la rotta che dal Nord Africa punta all'Italia, con l’arrivo di profughi da ospitare anche in provincia di Potenza (un primo contingente di una sessantina a Ruoti e Brienza) Alfredo Cestari, presidente della Camera di commercio ItalAfrica Centrale, ha avuto incontri a Bruxelles negli uffici del Parlamento Europeo.

Negli incontri, in contemporanea con i nuovi sbarchi, Cestari - che per la sua attività diretta conosce bene molti dei Paesi Africani di provenienza della nuova ondata di profughi - ha illustrato un dossier aggiornato sull’attuale situazione dell’immigrazione con la proposta di insediare un tavolo di lavoro internazionale permanente per lo studio e la risoluzione di questo problema.
“Invece di spendere gli oltre 100 milioni per Frontex che ha 'prodotto' soltanto un aumento di migranti e tragedie del mare, è arrivato il momento di agire in modo diverso. Non basta solo l'accoglienza, bisogna agire nelle terre d'orgine dei migranti, operando sulle frontiere. Parte dei contributi di Frontex, ma anche di quelli spesi per l'assistenza degli immigrati qui in Italia, potrebbero essere dati alle imprese italiane per creare occupazione e sviluppo economico nelle terre d'origine dei migranti". Così Alfredo Cestari, presidente della Camera di commercio ItalAfrica Centrale, commenta le ultime tragedie dei migranti nel Mediterraneo. Diventa, quindi, prioritario – precisa – promuovere lo sviluppo socio-economico, in particolare attraverso la creazione di opportunità di lavoro, soprattutto per i giovani di ambo i sessi, nello specifico: Migliorare le opportunità di lavoro e di attività che generano entrate nelle regioni di origine e di transito dei migranti, anche attraverso investimenti pubblici e privati a favore dell’agricoltura e dell’economia rurale di sviluppo; Rafforzare l’assistenza ai giovani nell’acquisire competenze rilevanti per il mercato del lavoro attraverso l’istruzione, la formazione professionale, l’accesso alle tecnologie digitali, garantendo nel contempo le pari opportunità per i giovani sia di sesso maschile che femminile; Creare nuove opportunità economiche per i giovani attraverso iniziative incentrate su misure mirate a creare posti di lavoro e opportunità di lavoro e stimolare l’imprenditoria e su programmi in collaborazione con la società civile per promuovere la partecipazione dei giovani nella sfera pubblica; Sviluppare reti tra istituzioni universitarie europee e africane per la formazione professionale dei giovani per far sì che corrisponda alle esigenze del mercato del lavoro; Aumentare il sostegno alle piccole e medie imprese (PMI) nel settore formale e informale, attraverso l’accesso ai finanziamenti e micro-prestiti nonché lo scambio di buone pratiche con le imprese europee consolidate. L’UE ha messo a disposizione di alcuni governi africani importanti risorse per la realizzazione di importanti progetti che possano creare le condizioni ideali per lo sviluppo e la rivitalizzazione del tessuto economico. Nel fare questo però, l’Unione Europea non ha mai accennato al coinvolgimento delle imprese europee (in dotazione di know-how e tecnologie ed bisognosi di penetrare nuovi mercati) nella realizzazione di importanti progetti infrastrutturali e non. Eppure un “partenariato gagnant gagnant” anche sotto il profilo economico tra Africa ed Europa per scongiurare la questione migratoria è possibile. In effetti, nel contesto competitivo attuale, che non investe solo i singoli attori economici, ma tutto il Sistema- Paese degli Stati europei, il tradizionale modello di produrre ed esportare non è più sufficiente a reggere la sfida del mercato globale. L’apertura internazionale costituisce un importante volano di una crescita economica per le imprese europee. Se coinvolte, le imprese europee potranno generare guadagno e portare il capitale, la tecnologia e l’esperienza, con delle ricadute positive sulla propria produzione e sulla propria economia nazionale. Inoltre, essi contribuiranno a sviluppare le imprese locali attraverso la fornitura di servizi. Inoltre, la presenza delle imprese europee potrà favorire la nascita e la crescita dell’imprenditoria locale, che avrà la possibilità di svilupparsi e di apprendere molto dalle società straniere che interverranno nel territorio. Ora – conclude Cestari - è ancor più necessario realizzare interventi di cooperazione economica per creare lavoro e far restare gli immigrati nelle terre d'origine.