AGRIC

Abbiamo incontrato Domenico Mele, agronomo e agricoltore, profondo conoscitore della realtà agricola lucana con il quale abbiamo fatto il punto della situazione sulla politica di settore. Un lungo discorso che ha toccato le diverse criticità del settore e che proponiamo in due articoli. Uno questa settimana, l’altro la prossima.


Come giudica la politica agricola regionale dell’ultimo periodo?
Con l’emanazione dei quattro Bandi della Nuova Programmazione 2014-2020, sul primo insediamento biologico, indennità compensativa e allevatori custodi, è iniziata una serie di opportunità, ma anche regole e criteri che oggi si devono conoscere. Allora farò una breve descrizione. Sul primo insediamento anche se la parola indica primo, non si intende che può partecipare chi ha dei terreni per poi coltivarli, ma deve avere dei terreni coltivati al momento della domanda, in modo tale che si determini un reddito lordo standard di 10.000 €. Questo, da una parte limita chi ha le idee, ma non la terra, dall’altra propone delle soluzioni, per esempio costituendo delle società tra chi ha le idee e chi ha le terre; questo in un approccio multidisciplinare permetterà a chi vorrà di creare un nuovo modo di fare agricoltura, premiando le professionalità che nell’ambito agrario avranno maggiore punteggio. Per quanto riguarda il biologico, saranno finanziate sia aziende in introduzione o in mantenimento, il bando prevede un impegno di 5 anni . La novità più sostanziale è la possibilità di avere l’indennità compensativa per quasi tutte le aziende lucane, non come era nella scorsa programmazione, dove solo le aziende zootecniche estensive avevano questa possibilità, nonostante le aziende zootecniche rispetto alle altre, hanno danni da fauna selvatica e problemi con malattie epizootiche. Le misure sugli allevatori dovrebbero premiare percorsi virtuosi in cui non si danno i soldi in base a fattori quantitativi, ma sulla base di come vengono utilizzati e sulla funzione socio-economica che le azioni genereranno.
Rietiene efficace le azioni regionali a tutela e promozione del comparto agricolo?
La promozione del comparto agricolo dovrebbe prendere spunto dalle iniziative delle altre regioni come il recente bando che la Regione Campania ha messo a disposizione per partecipare alle aziende agroalimentari al Salone del Gusto. Queste vetrine sono un accompagnamento non per le grandi aziende, ma per le piccole realtà che non riuscirebbero a portare in vetrina le eccellenze. Si parla tanto di eccellenze e prodotti di qualità, ma i numeri dei prodotti di qualità non sempre sono tali da permettere di affrontare, alcune sfide che il piccolo produttore non può superare da solo, ma con il supporto delle istituzioni.
La biodiversità della Basilicata ha tanti piccoli numeri e non riesce a mettersi in sistema.
Oggi le piccole realtà in economia locale non generano più ricchezza di quelle grandi in economia di scala, ma possono dare lavoro a tante figure professionali. Forse è questo che manca al sistema agricolo locale. Questo e quello che ci chiede Gaetano Pascale, Presidente di Slow Food Italia: ogni azienda deve formare un sistema con le altre promuovendo economia sostenibile dal punto di vista ambientale e economico. Così la biodiversità può portare i suoi frutti qui da noi.
Cosa chiedono in concreto gli agricoltori lucani?
Gli agricoltori lucani, sparpagliati in diverse aree con diverse criticità, prima di chiedere, secondo me hanno bisogno di sapere con chi interfacciarsi. Molti dei problemi sono risolvibili se si conoscono le cause: mi interfaccio sempre nel mio paese di origine, Valsinni, con i coltivatori e capisco che non sono consapevoli delle loro potenzialità e delle loro criticità. Vanno avanti con l’inerzia degli avvenimenti e non sono più artefici del loro avvenire. C’è una domanda che mi faccio da quando mi sono affacciato alla professione di agronomo: se si ha mal di denti si va dal dentista se si hanno problemi legali si va dall’avvocato, ma per quanti problemi ha l’agricoltura perché non si pensa di andare dal dottore agronomo?
Quali i settori da potenziare con investimenti specifici?
I settori della Basilicata sono a due o tre velocità, però bisogna capire se noi vogliamo vincere il campionato o la singola corsa, perchè come nella Formula 1, ci sono diverse strategie: quella di squadra e quelle individuali. Per vincere la corsa basta la macchina più veloce, ma per vincere il campionato occorre essere costanti e competitivi. Dunque, più che potenziare un settore occorre implementare una migliore strategia di sistema.