LUIGI ALBANO

Ha quasi toccato quota 60 (anni), ma di chilometri ne ha già fatti circa 50(mila).

E tutti a piedi. Essì, perché Luigi Albano, è da 7 anni presidente dell’Associazione Podistica Amatori Potenza, ma pratica questo sport da molto di più (19). A tavola ci racconta di una realtà intensa e particolare che caratterizza la nostra città, ignota ai più, ma dai notevoli risvolti sociali e di costume.
Come giustifica la sua esistenza?
Sono una persona umile e semplice che si è accontentata di quello che ha fatto nella vita, cercando di dare qualche esempio positivo alla famiglia, gli amici e la società. Ho sempre fatto attività per il sociale, sono di Pignola e faccio parte anche del circolo culturale Il Portale, da socio fondatore. Lavoro in Regione, sono un geometra e sto all’ex Genio Civile.
L’associazione Podistica Amatori di Potenza quando nasce?
Nel 1988, per volontà di tre o quattro persone. All’inizio erano veramente in pochi gli appassionati di questa disciplina, ma con il tempo si è fatta promotrice della cultura dello sport per il benessere fisico. Da soli o insieme agli altri, si può fare ugualmente. Siamo stati dei pionieri, all’inizio quando ci vedevano correre al Pantano, quasi ci prendevano per pazzi.
Anche perché Potenza non è una città molto indicata per correre…
Beh, certo, ha le sue difficoltà. Ma su Potenza vi è comunque un bel gruppetto di almeno 30/40 persone che la mattina vanno a correre. Ci sono dei percorsi stabiliti, per esempio si parte dalla Madonnina di Via Ciccotti per arrivare a Betlemme, oppure il martedì si fa il giro per Via Pretoria.
A che ora si parte?
Alle 6.
Alle 6?!
Sì! Sono quasi tutte persone che lavorano, professionisti. Dedicano un’ora alla corsa, per poi -alle 7.30- essere pronti in giacca e cravatta e andare al lavoro. Purtroppo è un attività che in molti non conoscono, e in molti difficilmente riescono a spiegarsi come si coniuga agli altri impegni.
Quante persone conta la vostra associazione?
Il nostro gruppo è fatto di 160 “atleti”, lo metto tra virgolette perché con noi ci sono persone di 75 anni, ma anche ragazzi molti più giovani. Correre fa bene, aiuta anche a ragionare meglio e socializzare. Quando corriamo discutiamo di tutto, dalla politica allo sport.
Ma correndo per la città al mattino presto, che pensieri le vengono?
Alle 6 è tutto diverso, si vive una città ovattata dove non ci sono rumori, non senti lo smog. Cose che si percepiscono dalle 8 in poi quando non puoi scendere da un marciapiede che c’è sempre il pericolo della macchina e del parcheggio. Via Pretoria di mattina è uno spettacolo, si sentono solo i passi di noi che corriamo. Abbiamo poi creato un vezzo tutto nostro: quando passiamo sotto il palazzo di qualcuno che appartiene al nostro gruppo, ma che corre a orari diversi, gridiamo “Svegliaaaa!”.
E da sopra non vi arriva mai nessun insulto?
(Risate) All’inizio qualcuno ci buttava anche l’acqua! Poi hanno imparato a conoscerci e ora ci salutano, anche. Le auto spesso ci suonano, perché è diventato un appuntamento abituale.
Parlando della città, secondo lei Potenza sta correndo, sta andando piano o è in retromarcia?
Penso che ultimamente sia quasi allo stallo. Non voglio entrare in argomenti ostici, ma da cittadino le difficoltà si vedono: la città non va avanti per vicende politiche, contingenti anche al periodo di difficoltà economica. Motivo per cui, anche volendo inserirci noi con l’associazione, avremmo difficoltà a reperire fondi, a causa di questo stallo che non dà impulsi seri. La politica è assente in questo momento.
Come associazione vi siete interfacciati con la politica quando si è trattato di organizzare eventi?
No. La nostra associazione è avulsa dalla politica, non abbiamo mai voluto essere sponsorizzati da alcun partito politico. Appartengono all’associazione simpatizzanti di ogni partito, con idee diverse e a volte diventa una tribuna politica. Le vedute sono ampie, avendo un’oretta di corsa la prendiamo non solo come allenamento, ma anche come momento di scambio di idee.
L’ex assessore Martorano è uno dei vostri, mi sembra.
Si, fa parte della nostra associazione e ha sempre partecipato alle nostre attività. Ci ha dato sempre la sua disponibilità a organizzare la mezza maratona del Pantano, che quest’anno arriverà alla nona edizione. È una manifestazione di carattere interregionale, quasi nazionale, con circa 500 partecipanti. Attilio Martorano ci ha anche dato un contributo, economicamente.
Anche quando era assessore?
No. Sottolineo che ciò è successo quando era un comune cittadino, finché non è stato eletto assessore. Ci siamo conosciuti grazie alla passione in comune, poi ha deciso di dare il suo contributo in questa gara che per qualche anno si è chiamata “Martorun”. Quando è entrato in politica, di comune accordo, abbiamo ritenuto opportuno di allontanarci da questa sponsorizzazione, pur continuando lui ad allenarsi con noi.
A Maggio avete in programma qualcosa?
Noi partecipiamo ad attività agonistiche, oltre a fare due maratone all’anno. Partecipiamo singolarmente a queste maratone che si svolgono tra l’autunno e la primavera, esclusi i periodi troppo caldi e troppo freddi. Abbiamo partecipato a quasi tutte le maratone esistenti a livello mondiale.
Avete partecipato anche a quella di New York?
Un nostro gruppo già ci è andato. Altri, me compreso, ci andranno a novembre.
Come si fa a partecipare?
Innanzitutto va detto che ci si autofinanzia. Nel caso di New York ti devi iscrivere tramite l’associazione “Terra Mia”, specializzata nell’organizzazione di queste grandi maratone. Si occupano di organizzare tutto il pacchetto: per questa gara, “solo” per l’iscrizione, si pagano 400 euro. E pensare che uno va a fare una maratona di 42 km, soffre, e deve anche pagare! (ride)… ma è una di quelle cose che nella vita bisogna fare. New York non rappresenta -tecnicamente parlando- la maratona perfetta, ma è comunque la “maratona” per antonomasia.
La maratona, piccola o grande, bisogna finirla? O è “consentito” ritirarsi prima?
Bisogna finirla! Anche camminando… bisogna prepararsi appunto per finirla, il dolore va messo in preventivo, ma “la sofferenza è un optional” così come scrisse Murakami, di cui sono un appassionato lettore.
Per esempio, durante le corse mattutine, se qualcuno non ce la fa, lo aspettate? Come funziona?
Quando uno vuole avvicinarsi alla corsa, noi lo invitiamo a venire al lago Pantano in tenuta ginnica. Consigliamo di iniziare passeggiando, dopo due mesi alternare corsa e camminata, finché piano piano diventerà solo corsa.
C’è pure quello che si ferma per la pausa cornetto?
(Ride). No, questo no. Però capita spesso per qualche occasione, come compleanni o ricorrenze, che la sera si festeggia insieme al Pantano e c’è chi offre qualcosa dopo la corsa.
C’è qualche altro personaggio “in vista” nel vostro gruppo?
C’è il campione olimpico Donato Sabia, ma ci sono anche personaggi del mondo politico-amministrativo. C’è un direttore generale, alcuni dirigenti, medici molto noti, un importante esponente del settore industriale. Sono in tanti.
…Allora se uno è in cerca di una raccomandazione, deve venire a correre con voi la mattina!
(Risate). Essendo un’associazione così variatamente composta, sembra quasi un Rotary! Tra di noi ci scambiamo opinioni, notizie, anche favori –tra virgolette- perché parliamo sempre di piccole cortesie in un gruppo che è diventato affiatato e in cui si socializza spontaneamente. Per esempio, sul gruppo whatsapp abbiamo creato una sorta di “Bla Bla Car”: quando qualcuno deve viaggiare, si trova sempre un qualche passaggio. Nell’ambito della Basilicata, facendo una ricerca, noi siamo una delle pochissime associazioni che si autofinanziano, non si vincono premi in denaro, corriamo per il nostro bene e non c’è limite d’età. Inoltre a noi si sono avvicinate persone che avevano problemi di colesterolo, pressione, diabete, sovrappeso: c’è chi li ha risolti e chi è riuscito almeno a controllarli. Non è un sport semplice, ma li abbiamo fatti avvicinare in maniera graduale.
C’è invidia a Potenza tra le associazioni sportive?
Ma no, perché noi siamo una cosa totalmente diversa. Non abbiamo nessuno con cui confrontarci, c’è solo un altro club di Atletica, ma questi hanno ragazzi che competono nelle discipline che rientrano nei giochi olimpici veri e propri. Noi stiamo provando a inculcare nei giovani questa passione, che vada al di là del classico calcio. Interessandosi al benessere fisico di un giovane ragazzo, sapete quanti problemi si potrebbero risolvere. Ogni anno, come associazione, tutti gli affiliati sono obbligati a sottoporsi alle visite di idoneità fisica. Questo consente anche di scoprire problemi di salute che prima non si conoscevano! Per questo la Regione dovrebbe interessarsi un po’ di più anche a questa cosa della prevenzione, o ai centri di medicina dello sport.
Questo è in effetti tutto un mondo che molti ignorano.
La sola cosa che mi dispiace è che le istituzioni non sono sensibili a questo sport. Siccome dietro di noi non c’è possibilità di “pubblicità”, o “visibilità” -al contrario di altre realtà “agganciate” a questo o quel personaggio- rimaniamo emarginati. Ci basta una canotta, un paio di scarpe adatto, un bosco e corriamo. Come associazione abbiamo fatto mettere un defibrillatore lungo il percorso del Pantano, uno strumento di semplice utilizzazione, ma di grande utilità. Siamo anche gli “ambientalisti” del lago, perché controlliamo per quanto possibile che non venga lasciato alcun tipo di rifiuto a terra. Siamo, insomma, “le sentinelle” del Lago Pantano.
E’ vera la storia del “maniaco” che si masturba in pubblico?
Purtroppo sì, ma abbiamo già fatto una segnalazione alle forze dell’ordine. Stanno indagando.
Il suo libro preferito?
“L’arte di correre”, di Murakami.
La canzone?
Sono un grande fan degli U2, sono il massimo.
Il film?
“La vita è bella”, ma anche “Philadelphia” e “Mississipi Burning”.
Tra cent’anni cosa vorrebbe ci fosse scritto sulla sua lapide?
Nulla, voglio rimanere sempre semplice e umile.