Summa

È uno dei centri più estesi del territorio lucano, 11.670 abitanti, 7.000 residenti nel centro, mentre i restanti, e quindi la parte più numerosa è distribuita tra le 72 frazioni che fanno del Comune di Avigliano il comune lucano con più contrade. Di come è Avigliano, di quanto è cambiato questo paese e soprattutto se è migliorato ci dice il Sindaco Vito Summa.


Sindaco, lei è al secondo mandato per la sua comunità. Quali sono i cambiamenti già apportati e quali saranno quelli futuri in questa amministrazione?
Noi proseguiamo l’attività della precedente amministrazione, per cui gli investimenti più importanti si collocano a cavallo. Rispetto agli obiettivi programmatici, le attività più importanti riguardano la Cura della persona. Stiamo completando gli interventi sulla Casa della salute, un intervento di 1 milione e 800mila euro su un immobile che (uno dei primi casi in Basilicata), ci è stato trasferito dal Demanio con la procedura del federalismo demaniale in forma gratuita. Un immobile che valeva 6 milioni di euro, l’obiettivo è trasferire, in tempi brevi, sia la casa di riposo sia alcune attività del distretto sanitario. Con un primo sopralluogo con i vertici dell’Asp, si è pensato ad un trasferimento nella nuova struttura del 118, della continuità assistenziale e di alcune attività ambulatoriali. Stiamo infatti completando una serie di attività collaterali, diventando così la struttura principale sul quale attestare tutti i servizi alla persona. Inoltre la strategia di questa operazione è quella di trasformare la casa di riposo attuale in casa di cura per persone affette da gravi disabilità, necessitanti di cura e assistenza continua.
Per quel che concerne la rete di servizi comunali?
Stiamo lavorando anche su questo versante. Stiamo cercando di rafforzare la rete di servizi comunali e pensiamo di chiudere entro fine maggio 1500 mt di rete gas metano che consentirà di allacciare varie frazioni come Stagliuozzo, Bancone, la parte bassa del paese. Abbiamo lavorato sul completamento e sulla messa a disposizione del Polivalente, per cui a breve avremo questa struttura pienamente funzionale. Sempre in riferimento ai servizi alla persona abbiamo realizzato nei locali dell’ex asilo nido una ludoteca a servizio della comunità oltre i normali orari di apertura dell’asilo. Abbiamo completato anche la rete di allaccio sulla palestra polifunzionale, allocata all’ingresso di Avigliano. Avremo anche qui, entro fine anno, in collaborazione con la Provincia di Potenza, una struttura coperta con interventi abbastanza innovativi sull’efficientamento energetico che abbatterà i costi di gestione, uno dei fattori complicati. Stiamo completando ancora i lavori sulla struttura collocata nel quartiere della parte bassa della città. La ex ragioneria per intenderci, sarà adibita a struttura di servizi, riqualificazione dell’area, centro diurno per anziani e attività di aggregazione giovanile. Favorisce l’associazionismo e l’incontro tra generazioni.
Le frazioni lamentano un decentramento politico. Si sentono abbandonate.
Abbiamo avviato il potenziamento, coinvolgendo anche altri comuni per la realizzazione di un protocollo d’intesa che mette in rete tutti gli attrattori turistici del potentino, chiudendo un accordo di collaborazione con alcuni paesi del potentino come Castelmezzano, Brindisi di Montagna e Rionero in Vulture creando un distretto turistico.
Si coinvolgerà in questo il castello di Lagopesole?
Il castello di Lagopesole sarà il perno del distretto turistico. Il castello rientra infatti tra le otto strutture del Polo Museale Regionale. Stiamo lavorando con Demanio Mibat, con il gruppo Forestale dello Stato e con l’ente Regione Basilicata per sperimentare un livello di gestione avanzata e strutturata affidandola ad una Fondazione. Ricordiamoci che Lagopesole ha fatto con la rappresentazione “Il museo di Federico II” più di 20mila paganti, che sono per noi numeri esorbitanti. Insieme al museo delle migrazioni Lagopesole diventa fulcro culturale.
Avigliano potrà puntare su altro?
Un altro punto su cui puntiamo è la località Piano del Conte. Simbolo della ruralità e della cultura contadina che appartiene al nostro popolo. Mentre il castello di Lagopesole diventa attrazione culturale e storica, Piano del Conte è il luogo in cui tutta la nostra ruralità si rappresenta, abbinandola alla cultura enogastronomica della nostra tradizione. La cosa a cui pensiamo è un evento che chiamiamo “férè” riproponendola in chiave dialettale a sinonimo di cultura e tradizione del posto. Si vuol pensare di proporre un turismo completo, cultura, tradizione e avventura, adoperando anche una boscata che si trova nella zona e creando un parco avventura.
Tutto questo si colloca in un territorio molto particolare. Quanto è difficile la sua gestione?
Avigliano si distribuisce sostanzialmente su due realtà territoriali, il centro con 7000 abitanti, centro su cui gravitano anche altre realtà comunali molto consistenti, si pensi al territorio di Ruoti e a quello di Bella, nella popolosa frazione di San Cataldo. Sull’altra parte del territorio, abbiamo tre grandi frazioni Sant’Angelo, Possidente e Lagopesole che hanno la dimensione demografica di piccoli comuni. Possidente ha gli abitanti di Castelmezzano, Lagopesole ha i numeri di Campomaggiore. Sono realtà articolate, con una serie di servizi presenti, oggi con una riduzione di risorse diventa difficile gestire questo territorio così articolato.
Gli abitanti lamentano questo abbandono da parte delle istituzioni. Cosa risponde?
Come già detto, l’area è molto consistente e con le risorse che abbiamo a disposizione oggettivamente non riusciamo, almeno in questa fase, anche talvolta interventi minimali. Capisco bene a volte il disagio e la reazione della gente che si sente abbandonata, ma non è così. Non ci sono risorse e una cosa che abbiamo fatto è non aumentare la tassazione. Con la scomparsa dell’IMU si vanno a togliere altri 150mila euro che peseranno anch’essi purtroppo sui servizi. Sosteniamo i gestori di impianti sportivi, contribuiamo alla casa di riposo, asilo nido, garantiamo le utenze alle associazioni a cui abbiamo anche messo a disposizione la sede.
Utilizzare il Castello di Lagopesole per far cassa?
La struttura non è nostra, è del Demanio e sono loro stessi che autorizzano tutte le attività. In più lì c’è una scelta forte, in parte condivisibile, di caratterizzare il castello solo sulla figura di Federico II, infatti discussioni recenti parlano addirittura della rimozione del Museo dell’Emigrazione.
A tal proposito, sembrerebbe che i giovani siano molto assenti nella comunità aviglianese, e si parla da tempo della presenza dalla droga. È così?
Sul disagio giovanile, noi abbiamo fatto investimenti importanti. Anche io ho fatto vita associativa da ragazzo e se penso al periodo in cui io vivevo il mio paese e lo confronto con oggi, devo dire che è cambiato molto. Il problema non è solo realizzare luoghi di aggregazione. C’è un disagio che probabilmente ha altre matrici, intanto la prospettiva di vita, il lavoro prima di tutto. Poi c’è stata a mio avviso in passato, una sorta di sottovalutazione di questo fenomeno. Nessuno avrebbe mai immaginato che anche qui si potesse assistere a scene o storie alla stregua del libro “I ragazzi dello zoo di Berlino”.
Ora? Come è la situazione?
Il problema è molto contenuto rispetto al passato. Me lo confermano anche le Forze dell’Ordine, il comando dei Carabinieri, nella persona del Maresciallo Cianciarulo, con cui periodicamente mi interfaccio per informarmi sulla situazione della comunità. A tutto il Comando dei Carabinieri di Avigliano si deve riconoscere l’encomiabile lavoro svolto attraverso anche i frequenti ed efficaci presidi sul territorio, atti a contrastare fenomeni negativi.
La situazione dice lei che è arginata, non è per caso riconducibile al fatto che molte persone sono andate via?
L’emigrazione ad Avigliano non è molto evidente, si calcoli che sono al secondo mandato e dai numeri che ho, in sei anni di attività, sono andate via circa 300 persone. Un numero esiguo se si pensa sia spalmato sulla popolazione di 11.670 abitanti attuali. Il problema è che forse è cambiata la vita, per cui anche gli stessi giovani sono più attenti, posso confermare che la situazione è nettamente diversa dal passato.