antonello molinari

Avvocato, trentotto anni, originario di Pignola, col viso tondo da discolo, Antonello Molinari è il segretario provinciale del Pd. In seguito allo scoppio della “bomba” sul petrolio, ha richiesto con urgenza la direzione regionale del partito, non senza suscitare polemiche, e ha bisticciato un po’ –a mezzo comunicati stampa- col segretario del circolo Pd di Moliterno, Antonio Rubino, “colpevole” di averlo erroneamente e “unilateralmente” dimissionato.


Come giustifica la sua esistenza?
Ho due genitori splendidi, una famiglia meravigliosa, una moglie eccezionale e due bambine che sono il centro della mia vita. Mi piace viaggiare, quindi visitare quanti più posti possibile. È per me un vizio irrinunciabile, anche la mia bimba più piccola, 11 mesi, ha già preso l’aereo.
E’ stato in Texas? Alcuni dicono che ce l’abbiamo in Basilicata…
No. Eh, sì, ce l’abbiamo in Basilicata (ride). C’è un bel po’ di petrolio. Sa qual è il miglior giacimento?
Ho l’impressione che stia per dirmelo.
Si dice che il giacimento con il petrolio di miglior qualità, il più grande e di più facile estraibilità sia quello di Montegrosso, qui a Potenza. Le attenzioni che ci sono su Montegrosso non sono mica vacue. Dobbiamo stare attenti. Sia chiaro, io non sono contrario al petrolio, di per sé. Io sono a favore di tutto ciò che rende l’Italia un paese importante e indipendente sul piano industriale, tutto ciò che aiuta l’autonomia energetica per me è fondamentale. La vicenda petrolio, però, non può essere trattata con un emendamento notturno. A onor del vero, quella storia lì, durante le ore dello “Sblocca Italia”, alla Camera era stata messa da parte, anche grazie al lavoro di Roberto Speranza, poi al Senato con la fiducia è stata rimessa in partita. Io credo che in questi casi la forma sia sostanza. È importante in ogni caso non trattare la Basilicata e la sua classe politica come il Delta del Niger.
Quali sono le responsabilità della classe dirigente locale? Che poi sembra essere il vero tema.
Innanzitutto, io mi meraviglio che l’assessore all’ambiente Berlinguer non abbia ancora rilasciato alcuna dichiarazione (mentre parliamo è mercoledì - ndr). Io stesso non sono mai riuscito a parlarci, cosa che di per sé è eloquente. Poi, francamente, sulle responsabilità, sarebbe una stupidaggine dire che tutto il mondo pesa sulle spalle di Pittella. E’ pur vero che è stato assessore alle attività produttive, ma fino a non molto tempo fa, la sua funzione è stata piuttosto marginale nella determinazione delle cose politiche. Dai giornali, si legge che gli inquirenti stanno lavorando bene per attribuire le responsabilità. L’attenzione è stata focalizzata sulle ipotesi di reato, ma dalle carte e dalle intercettazioni e dagli articoli di giornale non emerge però solo una responsabilità penale, ma anche una politica. Per esempio, il ministro Guidi si è dimesso, ma non è indagato. Io sono un garantista ossessivo, sia per la mia professione, sia per le vicende che hanno caratterizzato la mia vita. Ma ritorno sul tema: la legittima funzione della politica è quella di tutelare un territorio e i suoi abitanti, anche in termini di occupazione; se però si abbandona il “sindacato” territoriale per uno “familiare”, o solo in ragione del “pacchetto elettorale”, allora non va bene.
Tornando alle responsabilità, i cittadini si domandano: come può essere che la politica non se ne sia mai accorta di queste ipotesi di reato?
Eh, lo capisco. Ma i politici non sono investigatori, non hanno i mezzi degli inquirenti. Certo, se è vero ciò che comincia a palesarsi, la roba della “reiniezione”, qui ci sarebbe da fare una rivoluzione. Inoltre se dovessero essere accertate ipotesi di danno ambientale, le persone che hanno permesso ciò devono andare in galera. Non si scherza con la salute del cittadino e con la bellezza del nostro territorio.
Insisto su una cosa, Pittella ha detto che bisogna trasformare l’Arpab in Polizia Giudiziaria. Proprio nel consiglio regionale di questi giorni è stato detto che l’Arpab pare non aver funzionato come doveva. Allora, perché solo adesso? Non è un “chiudere la stalla dopo che sono scappati i buoi”?
Sono d’accordo. Bisognava probabilmente intervenire prima e meglio. Il tema del monitoraggio non è giudiziario, ma è un tema politico. Se ci sono delle responsabilità è giusto che vengano a galla e che ognuno si assuma l’onere di esse. Un ente come l’Arpab avrebbe dovuto avere una succursale di controllo a Viggiano, a Rotondella e presso la Fenice. Il punto è politico e ruota intorno al legame tra rappresentanti e rappresentati, se si rompe questo legame di mandato col popolo si fa una danno alla democrazia. Per questo ho contestato anche lo Statuto Regionale: così come è stato varato, ha quasi trasformato l’ente regione in un ente “assembleare”, più che “legislativo”. I consigli regionali devono fare le leggi, io invece riscontro più la tendenza a costruire “pacchetti elettorali”.
Passando a lei, chiede a gran voce questa direzione regionale del PD. Alcuni l’hanno accusata di voler strumentalizzare questa situazione a fini politici. Come risponde?
Oggi stesso ho avuto una grande soddisfazione. Poco fa mi è stata notificata un’ordinanza del Tribunale del Riesame che ha rimesso in libertà un mio cliente. Dico ciò, perché oggi la mia più grande soddisfazione è di avere una professione, quella di avvocato, che svolgo da 10 anni. Sarebbe sciocco legare la mia azione politica e la mia proiezione futura ad un posto in Consiglio o in Giunta. Sono il primo dei non eletti e dal primo giorno non ho mai fatto una domanda per essere inserito in qualche ente sub regionale e di offerte ne ho avute (soprattutto per farmi togliere dai piedi). Le ho respinte tutte con violenza. Non mi sono candidato per prendere uno stipendio, ho già una professione per cui vivo. Il Palazzo, comunque, non può impedirmi di riprovarci.
Tornando alla questione del petrolio, cosa pensa di Folino che dice: “Avete visto? Avevo ragione io”?
Penso che lo sappia che dicendo certe cose si espone alle critiche. E’ nel suo stile, comunque, dire cose “forti”.
Invece a livello nazionale i nostri parlamentari come si sono comportati?
Ho anticipato di Speranza, anche perché ne ho discusso con lui in questi giorni sia nel pubblico che in privato. La verità va sempre raccontata.
In riferimento all’intervento dell’ex assessore Ottati su Basilicata 24, cosa ne pensa?
Questo è sconcertante, mi è dispiaciuta molto la strumentalizzazione che ha fatto della figura di Antonio Luongo. Bene ha fatto Giovanni Petruzzi chi gli ha risposto a muso duro. Che c’entra il fatto che Luongo si fosse visto dalle parti di Corleto? Per un segretario del Pd è normale, specie se si vota! Quella di Ottati è stata una caduta di stile, dal mio punto di vista non condivisibile né apprezzabile. Devo dire poi che chi è a conoscenza di eventi criminosi, per natura dovrebbe andare direttamente dagli organi competenti. La denuncia di Ottati, posta così, mi sembra più una sua personale revanche per essere stato …
…silurato?
Un po’ è così. Lui e tutti gli altri di questa giunta regionale, invece, dovrebbero dire grazie ai lucani che li hanno sopportati. Come dicevo, io stesso non ho mai incontrato questi assessori.
In particolare sull’assessore alla sanità Franconi, abbiamo già registrato questo tipo di lagnanza, circa la difficoltà a mettersi in contatto.
Questa giunta è nata in un clima politico, che tutti ricordiamo, in cui per Pittella non era facile mettere insieme tutti i cocci. In quel momento aveva quindi senso, ma era una giunta a tempo. Il protrarsi di quell’esperienza, però, è “accanimento terapeutico”. Adesso quegli assessori non hanno più il feedback utile con i dipartimenti.
Ma è vero che in Regione comandano i dirigenti?
La sensazione è questa.
Dal punto di vista della gestione petrolio, a Pittella non rimprovera proprio nulla?
Pittella non è un novellino, aveva già fatto esperienza nella precedente giunta regionale. Non è che non rimprovero nulla, ma c’è da dire che l’impostazione della vicenda petrolio non l’ha fatta lui.
C’è chi dice che ha tentennato sullo “Sblocca Italia”, che con gli stessi “no triv” ha assunto atteggiamenti mutevoli.
Che abbia avuto un atteggiamento ondivago risulta anche dalla rassegna stampa, però penso anche che la politica energetica sia compito dello Stato, che a sua volta deve concordare le scelte con il territorio. Il punto non era impugnare o meno lo Sblocca Italia, ma chiedere al Governo un nuovo patto istituzionale: Governo-Regione-Compagnie. L’accusa che io faccio ai governi locali e alle classi dirigenti circa il petrolio, ma ha origini vecchie, è quella di aver fatto credere che con esso sarebbe aumentata l’occupazione. È una bugia, perché di per sè il petrolio non produce una ricaduta lavorativa immediata. Si immaginò però questo meccanismo delle royalties, che per le compagnie è oneroso. Le royalties, tuttavia, dovevano inizialmente essere impiegate per lo sviluppo del territorio, e invece si sono usate per il bilancio corrente. E quando facciamo questa cosa, facciamo solo clientela. Con quei soldi, oggi, avremmo potuto costruirci un’alternativa sull’energia verde.
È impressione di molti, infatti, che negli ultimi anni la politica si sia più preoccupata del rinnovo del consenso che delle sorti dei lucani.
E sa perché? Non c’è una visione.
Da parte di chi?
Anche del PD. Se le azioni non sono orientate e non si ha in mente cosa fare nell’arco dei 5 anni, non ha senso amministrare. A volte avverto l’assenza di politica. Anche sulla vicenda Masterplan, c’è stato poco appeal negli incontri, nonostante abbia apprezzato lo sforzo del gruppo Pd di fare proposte. Ma i partiti devono fare i partiti.
Si è fatto dei nemici all’interno del PD?
Uh, tantissimi (ride).
E perché?
Mi rendo conto che disturbo, non vengo accolto a braccia aperte e devo essere sopportato.
Facciamo il gioco dei nomi, io ne dico uno e lei mi abbina una definizione. Marcello Pittella?
Direi autentico, umorale, ma poco cosciente della sua funzione.
Cioè?
Lui è Presidente della Regione e del PD, ha il dovere di farci vivere all’interno del partito senza preoccupazioni. Deve far valere la sua posizione. ‘Sta transumanza Potenza-Roma ha bloccato il dibattito regionale per troppo a lungo.
Roberto Speranza?
Freddo.
Piero Lacorazza?
Tolemaico.
Salvatore Margiotta?
Una delle menti più lucide del PD, ma troppo ripiegato su se stesso.
Vito De Filippo?
Provinciale nell’approccio politico.
Vincenzo Folino?
Irruento.
Vito Santarsiero?
Semplice.
Enzo Sarli?
E’ fantastico. È naif. Un personaggio inusuale politicamente.
Renzi ha disdetto la sua visita a Matera. Se lo potesse prendere a braccetto cosa gli direbbe?
Gli direi che ha abbandonato un po’ il PD a se stesso sui territori. La rottamazione in Basilicata non è mai avvenuta. L’ “area Renzi” qui è un arcipelago. In Basilicata abbiamo i “Delriani-Richettiani”, “i Boschiani”, “I Lottiani”, e Lotti non sopporta Sperenza, e poi ci sono quelli che millantano conoscenze, tipo “Conosco il medico della vecchia segretaria del capo di gabinetto dell’ex Presidente della Provincia”.
Un “traffico di influenze”?
(Ride). No questa è una cosa simpatica, che accade specie tra i giovani. Io li prendo in giro, perché tra di loro ho molti amici.
Il difetto che più spesso le rimprovera sua moglie?
Non è facile, ce ne sono tanti. Spesso mi dice che sono troppo silenzioso.
Non mi sembra.
Infatti. Quando devo parlare, parlo.
I difetti che le rimprovera suo suocero (Gaetano Bonomi, già sostituto Procuratore Generale di Potenza - ndr)?
L’eccessiva razionalità.
Il suo film preferito?
“Avatar”. Mi piace l’idea del viaggio, della scoperta. Spielberg è geniale.
La sua canzone preferita?
“Cambia-menti” di Vasco Rossi.