basento

Dopo un inverno abbastanza tiepido e un mese di marzo molto piovoso, la primavera è esplosa in tutta la sua bellezza, con l’avvento dell’ora legale poi i potentini sono tornati a frequentare gli spazi di verde pubblico attrezzato, è sempre il Parco dell’Europa Unita a Poggio Tre Galli quello che riscuote i maggiori consensi, ma è troppo piccolo e con poche panchine, l’area giochi dei bambini sempre affollata.

Si è ripopolata anche la Villa Santa Maria, un po’ meno Monterale, comincia ad affollarsi il Parco Baden Powell, al Parco Elisa Claps a Macchia Romana si è ripreso a gironzolare nei viali.
Continua la migrazione verso il lago del Pantano di molti potentini che apprezzano il percorso pedonale di 6 km per sfogare la voglia di correre liberamente, chi non vuol arrivare fino a Pignola si arrangia sulla pista che costeggia il Basento da sotto il Ponte Musmeci fino a ponte San Vito e che viene ancora identificata con nome di “Parco fluviale”, ma che rimane una semplice lingua di betonelle.
Da circa quattro anni però il percorso è diviso in due per la presenza del cantiere per la realizzazione del “vero” Parco Fluviale del Basento. I lavori cominciarono l’8 maggio 2012 e dovevano durare fino al 2 maggio 2013, ma si interruppero dopo pochi mesi perché mancava un’autorizzazione, dopo quasi tre anni, ottenuta l’autorizzazione dall’Autorità di Bacino della Basilicata, nell’autunno scorso, i lavori ripresero e per tutto l’inverno sono proseguiti di buona lena. In sostanza il finanziamento servirà a realizzare un ponte pedonale che collegherà via della Fisica, all’altezza della sede RAI di Basilicata, a via della Chimica proprio di fronte all’area commerciale Nolè. Da circa un mese però i lavori si sono fermati di nuovo, pare per problemi nel pagare gli stati di avanzamento all’impresa impegnata nei lavori. Speriamo che si possa completare al più presto questo lotto di lavori perché c’è il rischio di perdere il finanziamento.
Dopo la realizzazione del ponte pedonale dovrebbero partire gli interventi che prevedono di collegare l’area sotto il ponte Musmeci con la zona archeologica rinvenuta sotto i piloni del cavalcavia ferroviario del nodo complesso, finanziati con i fondi FSC per 500.000 euro.
Qualcuno però pone degli interrogativi circa l’idea di realizzare un percorso pedonale nell’alveo del Basento, la probabilità di esondazione o una piena più impetuosa del normale potrebbe creare problemi alle strutture che si andranno a realizzare. A giudicare da quello che accade ogni qualvolta le piogge più intense o insistenti si abbattono sulla città il timore è fondato.
Negli ultimi anni la parte della pista pedonale nei pressi del ponte San Vito è stata allagata e le piogge dello scorso mese di marzo qualche danno lo hanno prodotto: nel tratto di fiume all’altezza degli uffici di Equitalia un pezzo di argine formato da gabbioni è stato portato via della furia delle acque, 200 metri più avanti in direzione ponte Musmeci, l’acqua ha scavato ed eroso l’argine per circa 10 metri, più grave quanto accaduto una cinquantina di metri oltre il ponte Musmeci dove il tratto terminale della pista in betonelle è stato letteralmente asportato per circa 50 metri.
A confermare la fragilità dell’area fluviale cittadina ci ha pensato l’Autorità di Bacino della Basilicata che in ottemperanza alle leggi europee e nazionali ha stilato, alla fine del 2015, la “Mappa delle pericolosità” e le “Mappe del Rischio idraulico” pubblicando il “Piano di gestione del rischio di alluvioni”. Ebbene la documentazione reperibile sul sito internet dell’Ente assegna al tratto di fiume interessato dalla realizzazione del Parco Fluviale il massimo grado di rischio esondazione classificato “rosso,” in quanto nell’arco di 30 anni ci potrebbero essere delle esondazioni. Si spera che il progetto per la realizzazione del futuro “parco” tenga conto di questi pericoli.