don franco corbo

Quando nel dicembre 1956 venne inaugurata la chiesa di Sant’Anna Potenza era una cittadina raccolta intorno al colle che sovrasta la valle del Basento.

Viale Trieste, successivamente diventata viale Dante, era una strada di semiperiferia ed il moderno fabbricato innalzato per raccogliere i fedeli della città che si espandeva fu affidato ad un sacerdote che per anni ha tenuto insieme la comunità, si chiamava don Francesco Colucci ed in suo onore è stata intitolata la piazza antistante la chiesa. Don Colucci era stato cappellano militare poi passò nella curia e quando chiese di passare nella pastorale il vescovo gli affidò la parrocchia di Sant’Anna, insieme al suo vice parroco di allora, don Pasquale Bardi, seguì personalmente i lavori per la realizzazione della chiesa. Persona mite, osservante della vita di povertà e di solidarietà con i poveri, appassionato di scautismo fu lui a gettare le basi per la nascita degli scout a Potenza, la sua semplicità, l’affabilità con i bambini lo fecero apprezzare e stimare da tutta la cittadinanza.
Nel 1988 un altro sacerdote, anche lui con lo stesso nome di don Colucci, don Franco Corbo, prese il suo posto, in questi giorni si festeggiano i 50 anni di sacerdozio di don Franco, aviglianese doc, che come il suo predecessore, ha vissuto in simbiosi con la comunità parrocchiale prodigandosi per i bisognosi del terzo mondo. Don Franco quale territorio comprende la parrocchia di Sant’Anna? Quanti sacerdoti operano nella parrocchia?
E’ bene precisare che la denominazione da tempo è cambiata, la chiesa è dedicata anche a San Gioacchino. L’area di competenza abbraccia l’ex Rione Italia oggi rinominato rione Libertà, rione Castello, rione Murate ove c’è una vicaria autonoma con un sacerdote. In Parrocchia opera un solo sacerdote con un collaboratore saltuario.
Qual è la tipologia del tessuto sociale dell’area di competenza? Quali emergenze sociali insistono?
I quartieri che compongono la parrocchia sono abitati da moltissimi anziani, la maggior parte delle famiglie è inquadrabile nel ceto medio, molti pensionati, poche coppie giovani. Le emergenze sono rappresentate soprattutto dal reddito insufficiente per molte famiglie di pensionati che devono vivere con importi di pensioni molto bassi. Altre piaghe sono rappresentate dalla disoccupazione giovanile ed una forte emigrazione.
Quanti sono gli assistiti dalla parrocchia?
Sono circa un centinaio le persone assistite con continuità, soprattutto famiglie in cui è venuto meno il reddito a causa della perdita del posto di lavoro, provvediamo a pagare molte bollette per le utenze. Assistiamo anche alcune famiglie di stranieri.
Quali sono le attività collaterali svolte in parrocchia? Qual è il programma completo delle attività svolte e/o organizzate durante tutto l’anno?
Oltre alla “tradizionale” attività di catechesi per i ragazzi, i giovani, i fidanzati, i genitori, ci sono in parrocchia diversi gruppi per animare la liturgia. Particolarmente attiva la Caritas parrocchiale per le esigenze locali, la fervente attività del Gruppo di Volontariato Solidarietà per la cooperazione internazionale e le adozioni internazionali, il Centro di animazione culturale e l’ accoglienza di gruppi di alcoolisti in trattamento e di giocatori d‘azzardo.
Perché, secondo lei, la città di Potenza è finita in un tunnel da dentro il quale è ancora impossibile rivedere la luce?
Potenza è una città che è vissuta di lavoro terziario e di commercio, con l’avvento della crisi è emersa drammaticamente la incapacità di “inventarsi” nuovi lavori.
Come giudica gli appelli di Papa Francesco tendenti a moralizzare la chiesa?
Mi piace il coraggio con cui sta lavorando per moralizzare il Vaticano e, di riflesso, la Chiesa intera. Dobbiamo semplicemente sostenerlo di fronte alla lotta che i poteri occulti gli stanno facendo. Naturalmente dobbiamo collaborare purificando ciascuno di noi prima di pensare agli altri. Nella sua parrocchia esiste un “tariffario” (matrimoni, battesimi, funerali) applicato per sopperire alle esigenze della parrocchia?
Accettiamo solo offerte libere. Diverso è il discorso per i matrimoni: di fronte ai 20-30 mila euro che si spendono per i pranzi chiediamo di fare una offerta decente o congrua. Il corrispondente di uno o due posti a tavola.