donna alcol

Continua il nostro viaggio tra le testimonianze di chi è riuscito orgogliosamente a uscire dalla dipendenza dall’alcol.

Oggi parla della sua storia Sara, una donna di Potenza dal passato molto tribolato e dal presente che porta le cicatrici di esperienze che hanno segnato. Sara, aveva una famiglia che amava, un marito, un figlio, un lavoro soddisfacente come segretaria e aveva amiche e hobby. Accade qualcosa a un certo punto della vita di Sara che improvvisamente ha messo in discussione il suo equilibrio e anche quello della sua vita. «Non è facile parlarne per me, come non è facile comprendere per la maggior parte delle persone come una donna, madre e moglie, possa, se così posso dire, abbandonarsi al bere alla stregua dei grandi “uomini di cantina”, dimenticandosi della famiglia» afferma con commozione Sara. «So di non essere stata forse una brava mamma nel periodo più importante della vita di mio figlio, ma so che nonostante le difficoltà oggettive ho cercato di dargli tutto l’amore che naturalmente una mamma può» . La sua dipendenza è durata pressappoco 10 anni, non è stata costante, ha avuto momenti in cui beveva molto tanto da ricorrere a ospedali e momenti in cui beveva qualche bicchiere la sera. Tutto nasce quando lei decide di lasciare di sua spontanea volontà il lavoro per dedicarsi esclusivamente alla famiglia; poco dopo il suo matrimonio finisce e si separa dal marito. La delusione di vedere i suoi progetti e le sue certezze sgretolarsi, la gettano nello sconforto generale, cominciando a trovare sollievo sera dopo sera nell’alcol. «L’errore più grande che io abbia potuto fare e dal quale è cominciato tutto è stata la mia chiusura verso le persone e la mancata richiesta di aiuto. Pensavo che il non parlare con nessuno, nemmeno con i miei cari, fosse la soluzione giusta. Non sono riuscita a reggere il colpo del fallimento del mio matrimonio, anche se voluto da entrambe le parti. Pensavo di potercela fare da sola, invece mi sono sentita fragile e impotente» continua la donna «la cosa che più addolora e non aver dato il massimo a mio figlio, tra i 15 e 25 anni, quando aveva più bisogno di me. È cresciuto troppo in fretta ed infatti è stato lui stesso ad iscrivermi al Sert ed aiutarmi a trovare la strada giusta per la disintossicazione. Ora vive a Milano e viene a trovarmi spesso». Storia molto forte questa di Sara che si trova a dover tornare a vivere con la madre, oltretutto anziana ed ammalata, dopo che la solitudine e le difficoltà economiche hanno incrementato i problemi nella sua vita. «Sono tre anni che sono sobria. Che comincio a guardare con più lucidità la mia vita e la mia situazione e mi accorgo di quanti errori ho fatto nel passato, come quelli di legarmi ad altri uomini sbagliati, a dedicare meno tempo alla famiglia e a lasciarmi andare, nel senso a non curarmi fisicamente e spiritualmente, lasciandomi invecchiare». La forza di cambiare molto spesso viene data anche da chi ci sta vicino, per questo la famiglia è importante e con lei il sostegno e l’accompagnamento a un percorso di rigenerazione personale.