formazione regione

Questa settimana il tema è obbligato perché in Senato è stato approvata la legge Cirinnà sulle unioni civili, alla fine di un mese di tira e molla e di manifestazioni e da qui bisogna partire.

Il Renzi ha messo il cappello decisionista e fatto l’accordo, vuoto e diritti delle persone a perdere, con l’Angelino ha messo la fiducia e vai così. Ah già marginale è, poi, il fatto che Verdini è stato determinante sul voto di fiducia e che, dunque, si è formata un’ altra maggioranza. Ne esce malissimo finanche la Conferenza Episcolape Italiana che, ancora una volta, ha preteso di interferire pesantemente con i diritti delle persone, e parliamo di diritti civili non religiosi, e con l’azione politica che è deputata a disciplinare e riconoscere i diritti civili alle persone. Ricordo solo a me e a tutti che la Costituzione vieta le discriminazioni derivanti da lingua, colore, razza, religione e preferenze sessuali, ma tant’è se agli eletti PD – da sempre paladini, a chiacchiere, della Costituzione – non frega, prendiamo atto e li aggiungiamo nel calderone degli ignavi. Venendo al concreto delle cose Lucane ci tocca parlare anche qui di diritti negati, anche se all’apparenza la Regione, spende e spande, da sempre, fiumi di denaro finalizzati a formare questo benedetto cittadino Lucano stanziale. La notizia è ghiotta, infatti, si parla di dover assumere, da parte di alcune imprese, oltre un migliaio di lavoratori e del fatto che non vi sono aspiranti formati per le necessità. Insomma, è come se il paese si fosse svenato per addestrare un esercito e nessuno di questi soldati, lavoratori formati, al momento di dover sparare al nemico sa cos’è, come si imbraccia, si prende la mira e si spara con un fucile o pistola per non parlare del Kalashnikov mitra entrato nella leggenda in ogni buco di questo nostro mondo, tranne che qui. Allora amici, amiche, non voglio tediarvi con le recriminazioni perché a tutti sarà capitato di partecipare ad un corso di formazione, e ne conoscerà direttamente e a tutti sarà capitato uno stage o anche una alternanza scuola lavoro e, dunque, tutti sappiamo che si tratta di finzioni cui si partecipa perché se no che fai? La formazione, dicevo, come sempre finanziata da denaro Europeo e Italiano funziona, da alcuni anni, con una modalità premiale che poi significa che se vuoi aspirare al finanziamento massimo devi compartecipare fino al 20% della spesa del progetto. Non vi dico e non vi conto le fantasie sfrenate che si possono mettere in campo per fare finta di averci messo il 20% di cofinanziamento e neanche vi descrivo le fantasie che si possono generare nell’individuare le attività formative da candidare. In pratica può ben accadere, che un’associazione metta insieme enti pubblici, che non hanno soldi, associazioni che sono a caccia di soldi, e scuole che forniscono gli uomini/ragazzi da formare e che non hanno soldi e si parte. E faccio l’esempio, molto in generale, di un tema che nel tempo è stato trattato da decine di attività formative: l’Acqua, che per noi Lucani è preziosa ed abbondante al punto che abbiamo costruito tante dighe con la scusa che avremmo irrigato e fatto un’agricoltura ricca e diffusa. L’acqua dunque è il tema e ci puoi fare qualsiasi cosa sopra. Puoi costruire un percorso che faccia vedere e capire agli alunni che i fiori, per esempio, non possono crescere se non vengono innaffiati, e poi ci puoi costruire uno o due canti inneggianti all’acqua o ai fiori e ci puoi finanche fare un musical e poi ci fai una o due uscite didattiche alle fattorie diffuse sul territorio o anche, se proprio vuoi esagerare, porti i ragazzi a visitare una diga. Insomma, non c’è limite alle fesserie che si possono fare quando si parla di formazione finanziata dall’Europa e gestita dalla Regione e dei soldi che si possono buttare. Solo che, poi arrivano le imprese alle quali servirebbero persone con competenze tecniche e tecnologiche e capacità di saper fare sostanziate da saperi e… si scopre che non le abbiamo formate queste competenze e queste capacità. Per concludere, le scuole sembra abbiano abdicato, per mancanza di soldi e di uomini dabbene, al ruolo formativo, la Regione finanzia formazione fantastica ed all’atto pratico ha fallito anche la formazione affidata alle imprese e…dunque? Dunque amici dare l’acqua santa ai morti mette in salvo la nostra coscienza, ma a memoria d’uomo nessun morto risulta mai risorto, per questo com’è ovvio che mai nessun Lucano pare aver trovato lavoro per le attività formative cui ha partecipato. Urge, dunque, un cambiamento! Mah forse sarebbe preferibile una rottamazione totale.