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Noi ce la faremo!, per essere pignoli #noicelafaremo, è l’hashtag che Marcello Pittella, presidente della Regione Basilicata, ha consegnato a conclusione del suo intervento nell’evento “Piano industriale per il Sud (Pis), le reti di idee per la ripartenza”, organizzato a San Nicola di Melfi dal Comitato Piccola Industria di Confindustria Basilicata. Il punto di partenza del dibattito è stato il recente accordo sottoscritto con la Bei (Banca europea per gli investimenti), un’operazione inedita nel contesto Italia che prevede il finanziamento di un programma per la difesa del suolo dal rischio idrogeologico. Da tempo ci sono delle aree monitorate che necessitano di interventi, ad oggi esiste un vero e proprio elenco di queste, restano solo da creare le condizioni adatte per intervenire.


La Basilicata negli ultimi anni ha tentato di ripartire, ma resta ancora fondamentale l’intervento pubblico. Nonostante i passi da gigante che sono stati fatti, riconosciuti anche dal governatore lucano, uno dei nodi fondamentali da sciogliere, compreso nel Piano per il Sud, riguarda le infrastrutture ed in particolare la messa in sicurezza della Potenza-Melfi. Dovrebbe essere proprio l’accordo con la Bei, a rendere possibili molti degli interventi, “dobbiamo fare uno sforzo verso realizzazioni spinte e veloci – ha dichiarato Pittella – il tempo fra la decisione e l’azione deve essere brevissimo. In questo, il nostro impegno è totale. E lo stiamo facendo inserendo la Basilicata in un contesto più ampio, che guardi oltre i confini regionali”. Il gap infrastrutturale rappresenta uno dei punti focali da risolvere considerando la posizione baricentrica della Basilicata, come ha dichiarato Gabriella Megale, vicepresidente Confindustria Basilicata, la nostra regione ha un ruolo strategico nel bacino del Mediterraneo, può fungere da porto di collegamento con l’Europa.
Tra i programmi più interessanti figura anche “Basilicata 30Mega”, che riguarda la diffusione della banda ultra larga in tutta la Regione, progetto che ha già visto coinvolti più di 20 paesi e che nel complesso prevede 64 Comuni e 4 aree industriali produttive. L’obiettivo sperato è quello di dare la possibilità a tutti i lucani di accedere con maggiore velocità ai servizi della rete e accrescere la competitività anche nelle zone più periferiche della nostra regione. Il Presidente, nel riferirsi agli strumenti di accesso al credito, ha aggiunto che “è necessario mettere in campo, anche attraverso tecnicismi diversi dal passato come la collaborazione tra pubblico e privato prevista dai project financing, strumenti in grado suscitare nelle imprese l›interesse ad investire. Dobbiamo però capire quello che vogliamo fare, a livello di proposte e di progetti, partendo dal Mezzogiorno. E dobbiamo essere capaci di intercettare tutte le risorse che possiamo avere a disposizione, come ad esempio quelle del piano comunitario Junker”.
Il leitmotiv dell’incontro è stato dunque lo sviluppo della Basilicata, la possibilità di una rinascita attraverso una rete di idee e soluzioni che faranno “ripartire” le imprese del Mezzogiorno. I temi toccati durante il dibattito sono da considerare come stimoli per la pianificazione di nuovi disegni per le imprese della Basilicata, un settore chiave dove concentrare gli investimenti. «Sono sopravvissute alla crisi – ha detto Michele Somma, presidente di Confindustria Basilicata – le imprese che hanno attuato un cambio di paradigma: compensare il calo della domanda interna con l’internazionalizzazione e la propensione a innovare. Adesso, dobbiamo ritrovare il coraggio di investire: dobbiamo tornare ad avere fiducia nel futuro, partendo dalla consapevolezza che, lavorando assieme e in rete, si possono accorciare le distanze che separano il mezzogiorno dal resto dell’Italia». Lo sviluppo del Mezzogiorno deve iniziare a partire dalla Basilicata, a partire da Melfi, sulla base dell’esperienza della Fca Sata. È necessario che Renzi approvi la candidatura di Melfi a capitale europea dell’automotive, per aggiungersi a Matera, già capitale della cultura 2019. La Basilicata, se vuole crescere, deve puntare molto in alto.