gianni leggieri

Capelli ricci, stazza ragguardevole e modi spicci (ma non bruschi), Gianni Leggieri, 45 anni, venosino, di professione finanziere (cioè della Guardia di Finanza), si è tolto momentaneamente la divisa grigia per fare il consigliere regionale. Anche se i “pentastellati” come lui, preferiscono il termine “portavoce del Movimento”.


D: Come giustifica la sua esistenza?
R: Con la voglia di vederci chiaro. Io sono stato anche fortunato: sono nato in Svizzera, a Zurigo, i miei genitori erano emigrati lì…
D: .. e così lei ha avuto un’educazione …“svizzera”.
R: In parte sì, fino a sei anni.
D: In Svizzera che lavoro facevano i suoi?
R: Mia madre lavorava in una boutique del Centro e mio padre era direttore di cantiere.
D: Lei invece è un sottoufficiale della Guardia di Finanza, esatto?
R: Sì, ci sono entrato giovanissimo. Sono appuntato scelto, in realtà sono vincitore di concorso da ispettore, ma non sono entrato nella graduatoria. Adesso sono in aspettativa per motivi elettorali.
D: Da qui la sua propensione a volerci “vedere chiaro”.
R: Un po’ ci sono nato, ma poi sicuramente ha influito lavorare in un una realtà organizzata militarmente.
D: E come si è trovato a “transitare” in politica con il Movimento Cinque Stelle?
R: Avendo una divisa addosso, uno ha già la predisposizione a tutelare il discorso “Stato”. E quindi nella vita o vuoi vederci chiaro o vuol dire che fai altro.
D: I “grillini” inizialmente corteggiarono un altro personaggio “in divisa”, il tenente Di Bello, ma poi pare che lo abbiano “scaricato” per le sue vicissitudini legali di allora, attinenti alle sue denunce ambientali.
R: Non conosco nel dettaglio la faccenda, ricordo che c’era di mezzo un certificato che all’epoca non era immacolato (la condanna per rivelazione di segreto d’ufficio comminata al Di Bello è stata poi annullata in Cassazione – ndr), ma ben vengano persone come lui che denunciano i problemi ambientali che ci sono in questa regione. La questione inquinamento è seria, ma mi sembra che non lo si voglia combattere. All’occorrenza si parla tanto dei prodotti tipici e dell’agroalimentare, ma poi non ci si rende conto che questi prodotti bisogna tutelarli.
D: Perché l’inquinamento “non lo si vuole combattere”? C’è collusione, malafede, incapacità?
R: Non sono un magistrato e non so se al momento, magari, ci sono carte al vaglio degli inquirenti. Ma voglio fare un esempio concreto: la questione dei nuovi impianti Forsu (frazione organica dei rifiuti solidi urbani da raccolta differenziata - ndr) a San Nicola di Melfi. Io dico: come si fa a pensare di fare una fabbrica che tratta i rifiuti solidi urbani, di fronte alla Barilla?! Di più: alla Barilla ‘sta storia sta costando 3-400 mila euro, solo per difendersi da queste intenzioni di qualche imprenditore privato, che ora attende le concessioni richieste. Parliamo di 4-5 milioni di quintali di rifiuti. Un altro impianto di questo tipo poi lo vogliono far dietro l’Italmalt, che –pensi- fornisce il malto ad aziende come l’Heinken e la Birra Peroni!
D: Miopia politica acuta, sembra dire lei.
R: A parte la miopia politica, non so se ci siano di mezzo anche altri interessi. Io sono consigliere regionale e porto a conoscenza dei miei colleghi –nelle sedi competenti- questo tipo di problemi.
D: La questione del referendum sulle trivelle in mare: il Governo ha negato l’Election Day e voi di Cinque Stelle –e non solo voi- avete evidenziato un silenzio assordante del Governatore.
R: Ma Pittella è amico di Renzi, mica può parlarci contro! Le priorità di sviluppo del Governatore evidentemente sono altre, anche se non riesco a capire come si faccia a parlare di “sviluppo”, col petrolio.
D: Ma crede abbia un senso il “no” tout-court al petrolio, o invece sarebbe il caso di parlare di “convivenza” delle estrazioni con le compensazioni sul campo lavorativo e le assicurazioni su quello sanitario?
R: No, il petrolio è incompatibile con lo sviluppo del territorio. Noi non abbiamo bisogno del petrolio, ma di tutelare la regione dagli attacchi che ho descritto. I nostri territori producono acqua a sufficienza, tanto da darne anche alle regioni limitrofe. Dovremmo tutelare quella ricchezza primaria invece del petrolio, che tra l’altro è sceso sotto i 30 dollari a barile. Senza parlare degli scempi urbanistici e paesaggistici rappresentati dalle pale eoliche. Stiamo sbagliando tutto. Qui bisogna puntare su turismo e agricoltura. Senza dimenticare le infrastrutture e le strade che sono fatiscenti, come la Melfi-Potenza o la Foggia-Matera. Altro che le chiacchiere sul petrolio.
D: Discorso povertà. La giunta regionale ha varato la “social card” e il “reddito minimo d’inserimento”. Voi avevate proposto un reddito di cittadinanza.
R: Sì, la proposta di legge sul “reddito di dignità”, come lo chiamo io. Un provvedimento che non esclude nessuno, come invece accade adesso, ma che accoglie e compensa tutti coloro che si trovano al di sotto di una certa soglia di reddito. Sono parametri stabiliti dall’Unione Europea, ma qui questa politica non la si vuol proprio fare. Quella varata dalla Regione è una misura che non funziona: ci sono gli ex-Copes che sono stati esclusi, poi c’è ‘sta storia di questi corsi di formazione che sono finalizzati non si sa a che cosa… No, non funziona.
D: Secondo lei qual è la colpa principale di questo governo regionale?
R: In campagna elettorale Pittella aveva promesso una “rivoluzione democratica”. Bene, sono passati già due anni dalla convalida degli eletti, e io questa rivoluzione non la vedo. Anzi, le dico di più: a livello economico questa Regione è andata pure in affanno, perché si è discusso il Bilancio, la Legge di Stabilità e compagnia bella, coi termini scaduti. E così, tanto per fare un esempio, il pagamento degli F24 ai miei collaboratori l’ho dovuto anticipare io, con tremila euro di tasca mia. In Lombardia questi argomenti si discutono a dicembre, subito dopo la norma a livello nazionale, ovvero il Dpef (Documento di programmazione economica e finanziaria – ndr). Invece qui in consiglio regionale funziona così: prima arriva un collegato, poi una norma riferita al collegato, poi c’è un’ora, due ore, tre ore di pausa… e si va avanti così. E poi, in merito al petrolio, Pittella farebbe proprio bene ad andarsene a casa.
D: Proprio?
R: Sì, è troppo “permissivo”. Deve scegliere: o l’ambiente o il petrolio. Non può stare “in mezzo”. Dice: “Fermeremo qualsiasi pozzo in mare o in terra!!!”. L’ha detto lui, non io. Ma per cortesia. Si dovrebbe incatenare a Roma.
D: Voi siete stati anche i primi a commentare la notizia sull’indagine per corruzione elettorale in cui il Governatore sarebbe coinvolto. Lui in pratica sostiene che fosse roba vecchia, già nota, rimessa in giro “ad arte”.
R: Pittella è stato condannato dalla Corte dei Conti, è stato rinviato a giudizio -sempre per Rimborsopoli- e adesso è indagato –e non ho detto colpevole- per corruzione elettorale… beh, faccia un po’ lei.
D: Il Governatore ha spiegato la propria versione in un video-messaggio in cui…
R: … in cui ha detto che l’opposizione la deve “asfaltare”. E io gli ho risposto di andare ad “asfaltare” le strade lucane, che ne hanno un gran bisogno, come le dicevo.
D: Facciamo per un attimo il gioco dei nomi. Un nome, una definizione.
R: E proviamoci (ride).
D: Pittella?
R: Falso Gladiatore.
D: Lacorazza?
R: Eh, difficile. Mica mi viene. Vediamo… Fa parte del Pd: è già una definizione sufficiente.
D: Folino?
R: Non lo conosco proprio.
D: Speranza?
R: Mah, posso dire che questi del Pd a Roma si comportano in un certo modo –vedi approvazione dello Sblocca Italia- e qui fanno tutta un’altra sceneggiata.
D: Lei è figlio di emigranti. La situazione attuale –con la fuga dei cervelli- è diversa, ma non meno grave.
R: E’ disastrosa. Non c’è crescita, dal punto di vista del lavoro. I miei collaboratori le possono confermare che ogni giorno riceviamo decine e decine di richieste di aiuto da tutta la regione.
D: E la “locomotiva” del Sud di cui parla il Governatore?
R: La locomotiva? Io gli farei vedere tutti i pullman che a Natale passano da Venosa. Dopo le Feste, i comuni si svuotano. Intere famiglie sono andate via. E la “Buona Scuola” di Renzi ha dato l’ultima mazzata: 255 nostri insegnanti a settembre saranno costretti ad andare a lavorare al Nord.
D: Lei è un militare. Alcuni criticano il Movimento Cinque Stelle proprio per la sua organizzazione troppo “militaristica”.
R: Non è così, da noi non ci sono gerarchie, né gradi, ma solo democrazia. Se poi qualcuno vuol metterseli, i gradi, può anche andare a fanc…
D: …ehm, a proposito, se oggi in Basilicata si facesse un grande “Vaffa Day”, a chi lo dedicherebbe?
R: Alla maggioranza. A chi lo vuoi dedicare?
D: Sicuro che un solo “Vaffa Day” basterebbe?
R: E se ne possono fare anche due, uno dopo l’altro! (ride) Vede, qui alla Regione c’è anche un grande problema di trasparenza. Noi abbiamo chiesto di vedere tutti i documenti che riguardano tutti gli incarichi, le consulenze e gli appalti esterni. Nisba. Non ce li danno. Nonostante io sia un consigliere regionale, mi è stato negato l’accesso agli atti. Mi sono dovuto rivolgere al TAR. Cose da pazzi. E allora la mia domanda è sempre quella: perché si nega la trasparenza? Devo pensare a male?
D: Mi dice un difetto del Movimento Cinque Stelle, qui in Basilicata?
R: Eh! Mo’ mi hai fatto una bella domanda! (Ride). Passa alla prossima.
D: Orsù, mi dica.
R: Bah, nella vita, in generale, ci vuole molto buon senso. Nella proposizione di temi, di soluzioni… e ci vuole molto buon senso anche quando si va a votare. Mi auguro che la prossima volta ci sia un “sussulto” da parte della popolazione, che vedo troppo rassegnata. Sogno una Basilicata “libera” e piena di giovani che lavorano. E spero che la Magistratura intensifichi quello che sta facendo.
D: Sì, ma è difficile abbattere il muro del clientelismo.
R: Ma poi bisogna avere anche il coraggio di raccontare la verità ai propri figli. Mi spiego: se uno è stato “sistemato” senza meriti, poi non si deve lamentare se questa regione va rotoli. E’ inutile campare con l’illusione di una Matera 2019.
D: Perché “illusione”?
R: Forse è prematuro, ma io non vedo grosse azioni a favore della Basilicata. Mi sembra che ne stiano beneficiando di più i Pugliesi. E’ sempre il discorso dei collegamenti che mancano.
D: Il rimprovero che le fa più spesso sua moglie?
R: Che non sto mai a casa.
D: Me ne dica un altro, perché questo lo dicono tutti i politici.
R: Ma non me ne viene un altro!
D: Si sforzi, che c’è.
R: Che sono disordinato.
D: Il film che la rappresenta?
R: “Le ali della libertà”.
D: La canzone?
R: “Liberi Liberi”, del mio idolo, Vasco Rossi.
D: Il libro?
R: Hemingway, “il vecchio e il mare”.
D: Fra cent’anni cosa vorrebbe fosse scritto sulla sua lapide?
R: “Ti voglio bene” (ride). No, scherzo. Meglio volersi bene adesso.