protesta capodanno web

Il capodanno a Matera è stato un successo. E’ sotto gli occhi di tutti: la festa in piazza Vittorio Veneto è andata benissimo e, televisivamente parlando, i dati di ascolto lo hanno confermato.

Non sono mancate le polemiche relative alla bestemmia andata in onda tra i messaggi che scorrevano in diretta e quelle sui 40 secondi di anticipo rispetto alla mezzanotte con cui è stato festeggiato l’arrivo del nuovo anno. Quaranta secondi di anticipo che hanno scatenato le penne di tutti i giornali nazionali. Tutti hanno riportato come un fatto grave l’aver festeggiato il 2016 quaranta secondi prima del suo effettivo arrivo. Nessun giornalista però ha parlato dei 50 anni di ritardo infrastrutturale in cui versa Matera, senza ferrovie dello Stato e con le strade che sono le stesse dai tempi di Carlo Levi. Nessuno ha scritto di questo gap infrastrutturale che è il vero freno allo sviluppo dell’economia materana e che lo sarà ancora di più in ottica Matera 2019. Nessun giornalista ha sottolineato che in Basilicata non esiste un aeroporto degno di questo nome, non esiste un’autostrada che connetta Matera con la rete nazionale. Nessuno ha scritto che le strade che portano alla Città dei Sassi sono in condizioni pessime (basta citare la Strada Statale 7) oltre ad essere inadeguate alla mole di traffico che sopportano. Quaranta secondi di anticipo creano un clamore mediatico senza confini, mentre 50 anni di ritardo e arretratezza nelle vie di comunicazione non fanno notizia. Evidentemente pochi dei giornalisti che hanno scritto in questi giorni hanno mai raggiunto Matera. Si sono limitati a scrivere “a distanza” stando comodamente seduti alla loro scrivania, davanti al computer. Se avessero fatto un viaggio a Matera, magari proprio in occasione del capodanno 2016, avrebbero sicuramente evidenziato i problemi concreti che si incontrano per raggiungere la “capitale europea della cultura 2019”. Allora anziché cavillare su certe questioni di “secondi” avrebbero potuto fare un discorso molto più interessante sulle responsabilità della politica circa infrastrutture e assetto socioeconomico regionale. Invece alla fine si sono soffermati tutti sul costo del Capodanno a Matera (580mila euro) e sul conto degli alberghi (130mila euro) per la permanenza del personale Rai e dello staff che ha montato ed allestito il palco. Questioni che è giusto approfondire per capire se ci sono stati sprechi da parte della Regione Basilicata finanziatore dell’evento attraverso i fondi europei. Ma certamente i capitoli di spesa dove cercare gli sprechi regionali sono ben altri e difficilmente raggiungeranno gli onori della cronaca nazionale. E proprio a sprechi e a tagli sconsiderati di risorse si riferisce la storia di un dializzato che ha protestato durante l’ultimo giorno dell’anno a Matera.
La festa materana ha offerto al mondo un’immagine straordinaria della città di Matera e della Basilicata ma i lucani sono ben coscienti di quanto sia diversa la realtà della nostra regione. Nessun giornale nazionale ha riportato le immagini di Antonio Giannella che, armato di cartello, ha portato in piazza la protesta dei trapiantati e dei dializzati i quali, ormai da un anno, non percepiscono più alcun contributo regionale. La protesta di Giannella è la fotografia più realistica di una regione governata da individui che ormai badano solo ed esclusivamente alle apparenze ed al successo elettorale, lasciando in condizioni di assoluta povertà persone che, impossibilitate al lavoro, spesso si trovano a dover sopravvivere con la misera pensione di invalidità (290 euro mensili).
Nella medesima condizione si trovano, da tre mesi, anche i malati di Sla, che non stanno piú ricevendo i fondi regionali utili per potersi pagare l’assistenza.
Questa situazione, oltre a creare enormi disagi a persone che già vivono un enorme dramma personale e familiare, sta mettendo nei guai anche le famiglie di coloro che prestano assistenza a queste persone e che da mesi non stanno percependo lo stipendio.
A tutto ció si aggiungono le difficoltà di accesso ai servizi domiciliari di fisioterapia e riabilitazione che, a causa degli esigui fondi messi a disposizione delle strutture convenzionate, vanno quasi sempre a singhiozzo.
“Di fronte a tutto ciò -afferma Giannella- coloro che amministrano la nostra regione non sanno far altro che specchiarsi ed autoglorificarsi per i risultati ottenuti, ignorando totalmente il grido di dolore di molti cittadini lucani. Il Capodanno Rai a Matera è stato un grande successo mediatico ma, smaltita la sbornia di questi giorni, non si può non pensare ai tanti lucani che a San Silvestro hanno avuto ben poco da festeggiare. Ai politici vogliamo ricordare che non esiste gloria senza giustizia e non esiste cultura senza uguaglianza”. Questo è il volto vero di Matera e della Basilicata. Perché è giusto che ci sia la promozione internazionale di Matera e della Basilicata (che per l’evento Capodanno è stata persino deliberata a tempo di record) ma è anche giusto che la politica si impegni affinché diminuiscano le diseguaglianze sociali. Altrimenti la Basilicata rischia di diventare come una battona: tutta imbellettata per presentarsi al meglio, ma con un profondo malessere interno.