macchia giocoli

La storia urbanistica di Potenza è costellata di bubboni, non a caso una delle definizioni del capoluogo di regione è “città-cemento”, il meridionalista Leonardo Sacco nel saggio “Il potere del cemento”, pubblicato nel 1982, descrisse in maniera lucidamente e realisticamente oggettivo gli anni della urbanizzazione selvaggia i cui danni si sono riverberati sulle generazioni future.

Si è pensato a costruire senza alcun criterio, c’è stato il boom della costruzione delle case in “cooperative”, nacquero nuovi rioni, Poggio Tre Galli, per esempio, si sviluppò grazie alla cooperazione edilizia, gli anni del boom economico indusse i potentini ad investire i risparmi, con l’aiuto del mutuo, nell’acquisto della casa.
Non sempre però le cooperative edilizie hanno svolto in maniera adeguata il loro compito, sono tanti i contenziosi giudiziari che si trascinano da anni, il caso più famoso è quello dei soci dei fabbricati costruiti a Macchia Giocoli ma ci sono tanti contenziosi anche a Macchia Romana; uno dei motivi del contendere riguarda la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria (strade, marciapiedi, pubblica illuminazione, predisposizione per i servizi di energia elettrica, gas, telefonia) che i soci delle cooperative pagano anticipatamente all’atto del rilascio del Permesso di Costruire. Ed invece capita spesso, molto spesso, che si costruiscono i fabbricati che poi rimangono privi di quelle opere di urbanizzazione primaria che i proprietari delle case hanno pagato da tempo.
A lamentarsi sono i soci delle cooperative edilizie riunite nel Consorzio Edilizio Macchia Giocoli comparto 1, per capirci l’area su cui si stanno realizzando i 14 lotti è ubicata fra l’insediamento delle “famigerate” cooperative di Macchia Giocoli e il Seminario Maggiore.
Dei 14 lotti previsti 9 sono ultimati, ogni lotto comprende 24 appartamenti più il piano commerciale, a lottizzazione ultimata ci saranno oltre 300 appartamenti ed un discreto numero di locali commerciali, in pratica un paese ci circa 1000 abitanti. Al momento però questi caseggiati possono essere assimilati ad un “dormitorio”.
A prima vista l’area con i nuovi fabbricati è piacevole da vedere, pitturati con colori pastello, grandi spazi a disposizione per parcheggiare, un immenso rettangolo che dovrebbe diventare area di verde attrezzato, tutto in piano: non sembra d’essere a Potenza. La strada d’accesso per il momento è una sola, in pratica si deve attraversare l’area delle prime cooperative del quartiere, provenendo da Malvaccaro percorrendo la strada provinciale 84, all’altezza del campo di calcio si svolta a sinistra e si percorre una strada angusta per circa 300 metri per poi percorrere via Rocco Scotellaro per arrivare nel nuovo insediamento la cui ampia piazza è stata intitolata ad Albino Pierro, si può arrivare anche da via del Gallitello imboccando via dei Molinari. E’ prevista una nuova strada di accesso che sbucherà in via del Seminario Maggiore. Siamo stati chiamati da alcuni soci delle cooperative che ci hanno illustrato tutta una serie di carenze e di oggettive inadempienze.
Per meglio inquadrare la situazione conviene fare la cronistoria di quella che potrebbe diventare una telenovela se al più presto le Istituzioni non mettono ordine.

LA CRONISTORIA
Il primo atto ufficiale, avvenuto fra maggio e giugno del 2009, è sta la firma apposta dai singoli soci sul contratto preliminare di assegnazione degli alloggi, nel giugno del 2009 venne richiesto ai soci un primo importo di 35.000 euro per l’acquisto dei terreni e la progettazione, negli anni 2011 e 2012, in base agli stati di avanzamento dei lavori, venivano versate ulteriori somme, a marzo 2014 viene versato l’importo di 1.700 euro per allacciamenti vari, nello stesso mese di marzo 2014 viene eseguito l’allaccio alla rete del gas metano e ad agosto dello stesso anno l’ENEL effettua l’allaccio ai singoli contatori privati, fra il 2014 e il 2015 viene stipulato il contratto notarile di acquisto.
I primi soci entrano in possesso dell’alloggio nel dicembre 2013 ovviamente con le opere di urbanizzazione in corso di realizzazione. Col tempo altre abitazioni vengono consegnate, si comincia a pagare l’IMU, la TARI, la TASI come tutti gli abitanti di Potenza senza però ricevere gli stessi servizi. Il bus urbano, per esempio, ancora non arriva a Piazza Albino Pierri e chi vuol usufruire del servizio deve utilizzare la fermata posta a diverse centinaia di metri dalla piazza; per la pulizia delle strade si deve “contrattare” con l’ACTA in quanto pare che le nuove strade non sono ancora state inserite nel programma di spazzamento. C’è da dire che gli abitanti delle cooperative sono stati scelti per la sperimentazione della raccolta differenziata spinta, lo dimostrano i bidoni per la raccolta dei rifiuti presenti sotto ogni portone. L’impianto di pubblica illuminazione, pur se realizzato ancora non è allacciato alla rete elettrica. Le strade interne sono asfaltate, ma non in maniera definitiva, i chiusini dei sottoservizi sporgono dal piano stradale perché manca l’ultima “passata” di asfalto, manca del tutto la segnaletica sia orizzontale che verticale.

LE OPERE NON COMPLETATE
Il Comune di Potenza progettò le opere di urbanizzazione primaria, per un importo di circa 3.500.000 di euro, e diede inizio ai lavori il 2 maggio 2011, come riportato nel cartello di cantiere rimasto esposto solo per qualche tempo, salvo scomparire: qualcuno ha fotografato quel cartello da cui si evince il nome dell’impresa appaltatrice, i subappaltatori ed un lungo elenco fra progettisti, RUP, direttori vari, collaudatore, capo cantiere ecc. La fine dei lavori era indicata per il 19 aprile 2014, ma basta farsi un giro da quelle parti per capire che i lavori non sono stati ultimati e chi ha comprato casa vuole delle risposte. In particolare vogliono sapere perché le loro abitazioni non sono collegate alla rete telefonica pubblica, perché gli impianti della rete di pubblica illuminazione già realizzati non vengono attivati, evidenziano che le previste aree destinate a verde attrezzato non sono state realizzate, ci si chiede quando le strade a servizio degli edifici insediati saranno completate e collegate in maniera definitiva alla viabilità principale. Tutti questi interrogativi sono stati più volte rivolti ai vari uffici comunali, ai presidenti delle singole cooperative e al Consorzio Edilizio Macchia Giocoli comparto 1, ma di risposte ne hanno ricevute poche e spesso interlocutorie, anzi si assiste ad un fastidiosa rimpallo di responsabilità tanto da indurre i soci di 4 cooperative (Sirio Habitat, Domus, Coreco e Andromeda) a prendere carta e penna e mettere nero su bianco le loro richieste, in una nota indirizzata al Presidente del Consorzio Edilizio Macchia Giocoli comparto 1, all’Assessore “Edilizia e Pianificazione del Comune Arch. Rosanna Argento, al Dirigente Ufficio Edilizia e Pianificazione del Comune di Potenza Arch. Giancarlo Grano, al Responsabile Trasformazione Urbana ed Edilizia del Comune di Potenza Ing. Giuseppe D’Onofrio, al Responsabile Gestione del Territorio del Comune di Potenza Geom. Domenico Rocco, al Responsabile Sportello Unico - Edilizia e Pianificazione del Comune di Potenza Geom. Antonio Capozza oltre che ai presidetti dello loro stesse cooperative.
Per il momento di risposte non ne sono arrivate ma si confida che il solitamente sensibile Sindaco De Luca, a cui si sono rivolti, nell’incontro fissato per il 10 dicembre, possa smuovere le acque affinchè questi cittadini, oggi di serie B, possano godere degli stessi diritti degli altri abitanti della città di Potenza.