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C’è vita lungo le sponde del Basento, non ci riferiamo alla “vita” della tante ragazze che vendono il loro corpo adescando clienti lungo il fiume. Ci riferiamo al fermento rappresentato da alcuni lavori pubblici che sono in corso e a quelli che a breve dovrebbero essere cantierizzati.


Dopo due anni di fermo il cantiere per la realizzazione del Parco Fluviale del Basento è stato riaperto, i lavori iniziarono nel 2012 ma senza aver acquisito una autorizzazione per cui dopo pochi mesi furono interrotti, dopo tre anni, con il progetto rivisitato, gli operai sono di nuovo al lavoro e l’avanzamento delle opere procede con molta celerità. Si stanno costruendo le basi per poggiare il ponte pedonale che collegherà via della Fisica, all’altezza del fabbricato che ospita la RAI e l’ARPAB, con via della Chimica. Il finanziamento originale verrà quasi del tutto assorbito dalla costruzione del ponte ma sono già pronti altri 500.000 euro dei FSC che saranno disponibili non appena saranno complete le procedure per indire la gara di appalto che consentiranno di realizzare il camminamento fin sotto il ponte Musmeci. Ci sarà il prolungamento con camminamenti pedonali fino ad arrivare all’area archeologica scoperta durante i lavori per la costruzione dei pilastri del “nodo complesso”, anche i questo caso i fondi, 1.200.000 euro, sono rivenienti dal Fondo per lo Sviluppo e Coesione. Completati i lavori di riqualificazione sotto il Ponte Musmeci, nello scorso fine settimana il Consorzio ASI ha mostrato alla stampa l’area verde ricavata sul lato dell’uscita dalla città, i lavori sono stati realizzati grazie ad un finanziamento regionale di 40.000 euro, pochi mesi prima era stato inaugurato l’impianto di illuminazione delle arcate del primo ponte in Italia tutelato dalla Soprintendenza delle Belle Arti e Paesaggio.
Un altro ponte, quello di San Vito, di epoca romana, a breve dovrebbe essere interessato da lavori per risistemare pezzi di pietra staccatisi dalla struttura.
Stanno per terminare i lavori per lo scavalco ferroviario inseriti nel progetto del “nodo complesso” nella confluenza del torrente Gallitello con il fiume Basento, nel giro di un paio di mesi il cantiere dovrebbe sbaraccare e sotto i piloni dovrebbero rivedere la luce i reperti archeologici trovati durante gli scavi per innalzare le pile.
Nell’alveo del fiume Basento stanno operando da qualche mese gli operai forestali che hanno il loro bel da fare per liberare il letto del fiume dalla vegetazione spontanea cresciuta spropositatamente e dalla spazzatura che i soliti incivili hanno buttato a vagonate.
Un’opera che tanti cittadini di Potenza vorrebbero veder realizzata sulla sponda destra del Basento è il Parco della Città, un’idea nata dal progetto di un gruppo di giovani professionisti e “regalato” alla città che se n’è subita innamorata tant’è che in 12.000 firmarono, nel 2012, una petizione rivolta a Comune di Potenza e Regione Basilicata con cui se ne chiedeva la realizzazione sul suolo che per anni “ospitò” la mega porcilaia della Cip Zoo. In tre anni il Comitato per il Parco della Città ha operato affinché l’idea si tramutasse in realtà. Quando nell’agosto 2013 il Consiglio Regionale votava un emendamento suggerito dal Comitato per il Parco della Città con cui si modificava un comma della Legge Regionale n° 18 sembrava che le cose andassero per il verso giusto. Il tempo è trascorso, nel frattempo la stessa Regione ha avviato l’opera di bonifica della ex Cip Zoo, ad oggi manca il recupero di una piccola parte delle coperture di amianto ma i lavori sono già finanziati ed appaltati, ma di cedere il suolo al Comune non se ne parla.
A sollecitare la Giunta Regionale affinché si dia seguito alla cessione dei suoli ex Cip Zoo al Comune di Potenza ci hanno pensato i consiglieri regionali Giannino Romaniello e Aureio Pace che in data 29 ottobre hanno indetto una conferenza stampa. Anche l’accorato appello dei due esponenti politici non ha avuto alcun seguito, nelle stanze del potere di via Verrastro tutto tace. Bisogna capire se ci sono reali impedimenti legislativi che ostano la cessione dei suoli o c’è la volontà politica di fare “altro” su quei suoli.
Il Basento non gradirebbe altra cementificazione.