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Percorrere la Basilicata è diventato sempre più difficile. E con l’inverno alle porte non possiamo certo rallegrarci vista la condizione in cui versano le strade lucane.

Se si vuole favorire la produttività, la competitività dei territori e dei distretti economici lucani è essenziale intervenire sulle infrastrutture, anche in un momento di grave difficoltà finanziaria come l’attuale. Le vie di comunicazione in Basilicata sono oramai un sogno con strade e ponti abbandonati dall’incuria, dell’incapacità gestionale e dalla corruzione del sistema politico. Strade insicure ed inadeguate significano perdita di velocità commerciale, disagi per i cittadini e mettono in sofferenza le aziende di tutti i settori.
“In Basilicata non vi sono aerei, non vi sono ferrovie – afferma il segretario provinciale dell’Ugl di Matera, Pino Giordano- restano le strade, in condizioni di grave difficoltà. L’attuale Governo non ha in programma un riferimento ordinario sullo stato dell’arte non riuscendo a prendere in mano la questione della viabilità in una regione a cui la continuità territoriale oggi è negata”. “Basti vedere una delle arterie stradali più importante della Regione, la Statale 407 Basentana, dove le condizioni sono tali per cui la situazione della viabilità è davvero un caso di scuola. Questa strada tiene insieme non solo una regione, ma una direttrice, perché mette insieme il Tirreno con la jonica, e sono stati progettati interventi per 129 milioni di manutenzione straordinaria: gallerie, viadotti, insomma di opere d’arte importanti”. Strada “spezzatino” è la Basentana secondo Giordano e parla di manutenzioni straordinarie, la cui urgenza dell’intervento non è differibile. “L’Ugl e i cittadini lucani sono stanchi -continua- attendono delle risposte, non è possibile avere una regione intransitabile con una sequela di lavori infiniti e pericolo per gli automobilisti. Basta percorrerla interamente per averne un’idea. I lavori per la superstrada S.S. 407 Basentana, che parte dallo svincolo autostradale di Sicignano degli Alburni e si congiunge a Metaponto, allo svincolo della SS 106 Jonica, iniziarono negli anni ‘60 con i fondi della Cassa del Mezzogiorno ed ha contato su un programma decennale di investimenti per oltre 1200 miliardi di lire”.
Ma la storia della Basentana è sempre stata particolarmente accidentata. Dagli archivi delle Camere del Parlamento Italiano risultano diversi interventi sulla questione, a partire dagli anni ‘60 fino agli ultimi recenti interventi in seguito ai danni dell’alluvione del 2013. Con buona pace di tanti fondi pubblici spesi senza criterio. Ma riflette in pieno i limiti nella gestione pubblica della viabilità dove nei casi specifici i soldi c’erano che, oltre ad essere stati spesi male, gravano sulla tasca di tutti. “L’Ugl - conclude Giordano - ricorda che dal 1958 in ogni occasione elettorale si parla sempre di strade che dovrebbero trasformare la nostra regione in una California, grazie alla rapidità e alla modernità dei traffici. Ma le parole restano solo parole, e fatti non se ne vedono. Con l’evento mondiale della Fca a Melfi e l’eccezionalità di Matera 2019 Capitale Europea della Cultura, non possiamo accettare il criterio che proprio questa regione viene sempre messa in seconda linea quando si tratta di fare programmi stradali e interventi industriali”.