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Il quotidiano tedesco “Bild” l’ha definita “la ministra più bella del mondo”.

Parliamo dell’onorevole salernitana Mara Carfagna, parlamentare del Popolo della Libertà e di Forza Italia, già Ministro per le pari opportunità durante il Governo Berlusconi IV. Attualmente è portavoce del Gruppo “Popolo della Libertà - Berlusconi presidente” alla Camera dei Deputati, nonché responsabile nazionale del Dipartimento Libertà Civili e Diritti Umani. Siamo riusciti a strappare una stimolante intervista all’onorevole Carfagna, grazie all’intervento della responsabile per la Regione Basilicata nell’ambito del coordinamento territoriale di Forza Italia, l’avvocato Ivana Pipponzi.
In un recente intervento alla Camera dei deputati, lei si è espressa contro quella che ha definito “una persecuzione dei cristiani nel mondo”. Per questa ragione ha sollecitato un intervento formale da parte del Governo italiano, oltre che dell’Europa. Quali potrebbero essere secondo lei le giuste contromisure?
Partiamo dal presupposto fondamentale che il rispetto dei diritti umani e quindi della libertà di religione e di culto devono essere sempre garantiti. Per questo in una mozione, che è stata votata favorevolmente alla Camera dei deputati, abbiamo impegnato il Governo italiano a compiere una serie di azioni per tutelare i cristiani in tutto il mondo. Il primo passo è una sensibilizzazione a livello globale. Quella dei cristiani deve essere riconosciuta come una persecuzione. I numeri in
nostro possesso sono così sconvolgenti da non poter più essere ignorati: da novembre 2013 al 31 ottobre 2014 si calcola che i cristiani uccisi per ragioni strettamente legate alla loro fede siano stati 4.344. Detto questo, abbiamo chiesto di agire sia a livello nazionale che internazionale sui Paesi con cui abbiamo relazioni economiche e di cooperazione per garantire nei vari Stati la libertà di culto in una situazione di sicurezza e libertà. Inoltre abbiamo chiesto ed ottenuto
che il rispetto dei diritti umani debba essere al centro delle politiche di aiuto allo sviluppo dell’UE e degli altri organismi internazionali.
È a capo del “Dipartimento libertà civili e diritti umani” istituito dal presidente Berlusconi. Tale organismo si occupa di diritto alla vita, delle minoranze e di giustizia. Qual è la sua posizione in raffronto alla «questione migranti»?
Il tema dei migranti è estremamente serio e complesso. Dopo anni e anni in cui siamo stati lasciati soli su questo fronte oggi l’Europa sembra aver preso consapevolezza del problema. Ma arriva tardi e male. Chi arriva sulle nostre coste, nella maggior parte dei casi non si vuole fermare da noi ma ha come destinazione finale altri Paesi dell’Unione. Tuttavia è fondamentale fare una differenziazione di base: siamo disponibilissimi ad accogliere chi scappa dalla guerra, chi nel proprio Paese vive da perseguitato, ma bisogna essere più rigidi su chi arriva in Italia come migrante economico. Servono quindi delle regole comuni a tutta l’Unione Europea, partendo proprio dalle norme per il rimpatrio di chi non ha diritto all’asilo e continuando con un’equa distribuzione dei profughi su tutto il territorio comunitario. Tuttavia nonostante i continui annunci, una soluzione condivisa sembra ancora essere un po’ troppo lontana, mentre i migranti continuano incessantemente ad arrivare sia da noi che nel resto d’Europa.
È stata la principale promotrice della legge sullo stalking. Oggi si continua a discutere di «femminicidio» in virtù dei continui episodi di cronaca. Lei propone di ridare slancio alla figura del Ministro per le pari opportunità come forma di tutela delle vittime. Ci spiega meglio?
Sostengo da tempo che una delega come quella per le Pari Opportunità, che richiede impegno, sensibilità e attenzione, non possa rimanere nelle mani del Presidente del Consiglio, che è impegnato su troppi fronti. E che la sola presenza di un consigliere in materia sia troppo
poco. Tuttavia Ministro per le Pari Opportunità a parte, sul tema dello stalking e del femminicidio, come purtroppo ci hanno dimostrato gli ultimi fatti di cronaca come la tragica morte di Enza Avino, è fondamentale applicare rigorosamente le leggi in vigore. Se una donna denuncia qualcuno per stalking vanno applicate le misure cautelari che la legge prevede, perché solo così forse si riuscirà a salvare una vita. Su un tema delicato come questo è fondamentale che vi sia collaborazione a tutti i livelli partendo dal legislatore, passando per le forze dell’ordine e per la magistratura arrivando ai Centri Antiviolenza dislocati sul territorio. Con le leggi anti stalking del
2009 e poi con quella contro il femminicidio del 2013 siamo andati a colmare un vuoto normativo, ma è evidente che queste leggi vanno applicate con severità e rigore senza sottovalutare circostanze e dettagli che sono indicativi di situazioni di grave pericolo.
“Per il Sud Italia servono politiche mirate, non annunci senza fondamento”. È ciò che ha dichiarato lo scorso 18 settembre, in seguito all’aggiornamento del Def da parte del Cdm. A quali “politiche mirate” si riferisce nel dettaglio?
All’inconsistenza di Matteo Renzi e alla sua politica fatta di annunci dobbiamo rispondere con i fatti. Sono diverse le azioni che si potrebbero mettere in essere per il Sud, come una defiscalizzazione per le aziende presenti nell’area meridionale e per chi decide di investire
nella zona creando conseguentemente sviluppo e posti di lavoro. Un abbattimento dell›Irap attraverso l’utilizzo dei fondi europei. Il rifinanziamento da parte del Governo del D.Lgs 185/00 Titolo II che prevede fondi per la realizzazione (soprattutto da parte di giovani e di donne) di attività di auto impiego ed auto imprenditorialità. E una efficace razionalizzazione unita ad una giusta destinazione dei fondi europei. Questi sono solo alcuni spunti che il Governo non ha ritenuto
di accogliere all’interno della legge di stabilità, dimostrando che il Sud conta solo per la propaganda e non per una complessiva strategia di sviluppo.
Tempo fa è intervenuta a sostegno degli ospedali di Agropoli e Ravello, chiedendo al ministro Lorenzin la salvaguardia degli stessi. Oggi si discute sui tagli delle prescrizioni mediche che il Governo Renzi vorrebbe imporre. Cosa ne pensa?
Ritengo che il diritto alla salute sia imprescindibile. Non possono esistere in Italia cittadini di “Serie A” e cittadini di “Serie B”, per questo mi sono battuta per gli ospedali di Agropoli e Ravello, ma anche per strutture private ma convenzionate come il Centro Juventus di Vibonati che è specializzato in trattamenti complessi post traumatici e rieducativi, anche per persone con handicap fisici. Su un tema delicato come la salute non mi tirerò mai indietro e ritengo sia uno di quei settori in cui non si possono effettuare tagli, anche se bisogna sempre stare attenti agli sprechi.