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PESCOPAGANO (PZ) - Al consiglio comunale di stasera, gli animi si riscalderanno a proposito dell’ospedale. “Sono seriamente preoccupato per la sospensione dell’attività chirurgica presso l’ospedale ‘S. Francesco da Paola’ di Pescopagano”.

E’ quanto aveva espresso, solo pochi giorni fa, il consigliere regionale del Gruppo misto, Aurelio Pace. “Un altro ‘strumento’ della generosa Basilicata –aveva detto Pace - che viene depotenziato, pertanto, fortemente danneggiato”. “La Direzione generale –continua Pace- ha recentemente programmato la sospensione dell’attività chirurgica dell’Ospedale, con grave nocumento per lo sviluppo futuro dello stesso e del territorio in cui ricade”. A Pescopagano c’è aria di mobilitazione. Ma cosa succede? E’ lo stesso sindaco di Pescopagano, dr. Crescenzo Schettini, che risponde ai nostri interrogativi. Ma ne ha anche lui. «Siamo confusi. Non so cosa c’è sotto. Innanzitutto, tengo a precisare che non sono state sospese tutte le attività chirurgiche, ma solo quelle che ricadono nel rischio anestesiologico ASA 3 e ASA4, mentre le attività ASA1 e ASA2 (ovvero quelle meno rischiose) si possono eseguire. Il dg Maglietta (la struttura fa parte dell'azienda ospedaliera regionale ''San Carlo'' di Potenza - ndr) ha deciso di sospendere le citate attività chirurgiche, perché, oltre all’assenza di terapia intensiva post chirurgica, ritiene che vi sia totale assenza di misure di sicurezza in generale. Francamente, me lo conceda, io in questo ci vedo un qualcosa di strumentale, perché non ci vuole niente ad allestire una terapia intensiva, basta una stanza, e il nostro ospedale vanta quattro anestesisti. Pertanto, non vedo la necessità di questa decisione, che mi pare una forzatura». Com’è noto, inoltre, presso la struttura la Regione sta investendo (11 mln di euro) per fare dell’Ospedale di Pescopagano un centro dedicato alla riabilitazione di alta specializzazione, in grado di far convergere l'utenza lucana che si rivolge ad altre regioni e di attrarre flussi di pazienti dalla vicina Campania. «Come lei sa –aggiunge Schettini- è in atto un progetto di riconversione, che la direzione generale, ovvero Maglietta, non può stravolgere». Eppure, gli chiediamo, in tempi non sospetti (inaugurazione dell’Auditorium, aprile 2015) lo stesso Maglietta aveva affermato ‘E' un progetto ambizioso in cui credo molto’. «Guardi, lei mi tira le parole di bocca. E’ un situazione paradossale. E le dico questo con cognizione di causa, perché io stesso sono un dipendente dell’Azienda Ospedaliera Regionale. Stasera facciamo un consiglio comunale in cui mi si darà mandato di vegliare su Pittella perché il progetto di riconversione vada a buon termine, e in quella sede faremo richiesta scritta a tutti i sindaci del circondario –interessati dalle attività dell’Ospedale- perché ci sostengano e adottino nei loro consigli comunali la nostra delibera. Il progetto riguardante il nostro ospedale, deve proseguire, così come stabilito».

nella foto: Il dg Maglietta con il sindaco Schettini e il segretario comunale Chiriatti - dal sito del san Carlo