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Rocco Coviello, un ragazzone dalle guance rubizze e a cui gli occhialini attenuano soltanto un po’ un’espressione all’apparenza ruvida, è il nuovo assessore comunale, con delega all’Ambiente, Parchi, Energia e Sanzioni Amministrative.

D: Come giustifica la sua esistenza?

R: Cercando di dare agli altri sempre un pochino di più di quello che danno a me.

D: A proposito di cose da ricevere: la sua recente nomina in giunta ad alcuni è parsa più che altro come una mera “ricompensa”, ricevuta per la sua nota fedeltà a De Luca.

R: Non credo proprio che sia così. Il sindaco ha fatto un tipo di valutazione politica, e anche personale, basata sulle qualità e sul contributo che uno può dare alla causa cittadina.

D: Ma lei è stato prima segretario e poi collaboratore del Sindaco. Può sembrare che De Luca abbia cercato di darle un posto in tutti i modi.

R: Non è così, ho lavorato solo per amore della città. Negli ultimi dieci mesi poi, ho lavorato senza percepire un soldo. Tuttavia -questo sia chiaro- non ho ricevuto e né ho chiesto ad alcuno promesse di “premi” o di “ricompense”, tantomeno a De Luca.

D: E lei che competenze ha nel settore dell’ambiente e dei rifiuti?

R: E’ una materia che seguo, ovviamente. Tuttavia, mi preme dire che il settore affidatomi è delicatissimo. E’ un settore in cui conoscere il funzionamento degli uffici, gli ingranaggi e le buone pratiche della macchina amministrativa e delle relazioni, nonché il possedere una certa qual dose di “senso pratico”, sono tutto. Ritengo che De Luca abbia visto in me soprattutto la capacità “politica”, e l’esperienza per interpretare questo ruolo. Che è quello di dare gli indirizzi politici e di controllare. E mi creda, non è cosa da poco.

D: Una chiamata quindi più “politica”, che “tecnica”.

R: Anche il mio predecessore, Pepe, non era un “tecnico”, e se l’è cavata benissimo. Quantomeno, ha ricevuto apprezzamenti bipartisan. Io, dal canto mio, oltre a quella politica, ho anche una significativa esperienza imprenditoriale nel settore edile e dei servizi, maturata già da ragazzo.

D: Ma lei –in concreto- cosa può offrire alla città di Potenza?

R: Ripeto, la mia conoscenza della macchina amministrativa. E poi la mia voglia di lavorare. Sono uno che lavora h24, stamattina sono andato in Comune che erano le sette e un quarto, non c’era nemmeno la guardia giurata. Io sto fino alle dieci di sera, approfondisco tutte le tematiche che mi riguardano.

D: Converrà che la situazione di Potenza è particolare. Il “ciclo” dei rifiuti entra spesso e volentieri in tilt e inoltre certe vie della città si ingolfano di spazzatura.

R: Il nodo centrale, da parte nostra, è il corretto modo di interfacciarci con l’Acta, nell’ottica del miglioramento della pulizia in città. Il circuito dei rifiuti, nello specifico, è di competenza di altra amministrazione. Il nostro Comune, che ha attivato un piano straordinario, ogni giorno raccoglie 70 tonnellate di rifiuti, ma non decidiamo noi dove questi rifiuti devono andare a finire. Lo stabilisce la Provincia, d’accordo con la Regione. Se ad Atella, poi, si rompe qualcosa, non dipende da noi.

D: Già, ma proposito di Acta, De Luca comunque non è parso contento. Si è parlato di “commissariamento”, di nomina di un amministratore unico al posto del cda.

R: Non credo che De Luca pensasse a un commissariamento. Ha detto che l’Acta deve fare di più, che ha bisogno di un rilancio, questo sì. Credo che il tema più che altro sia come affrontare le sfide del futuro.

D: E quali sono queste sfide, secondo lei?

R: Una sfida credo che il Comune l’abbia già vinta, sul terreno della civiltà. Mi riferisco alla raccolta differenziata. E’ il tema dei temi. E noi partiamo con la differenziata. A gennaio inizieremo “a macchia di leopardo”, partendo da alcuni quartieri come Macchia Giocoli, Poggio Tre Galli, la Zona G, e poi “a salire”.

D: Carretta, proprio qui la settimana scorsa, rivendicava questa scelta come frutto del centrosinistra, anche se poi non attuata per tempo da Santarsiero.

R: Io sul tema ho sentito solo enunciazioni, ma non ho trovato nulla di pratico. I proclami sono proclami, e gli atti sono atti. E su questo terreno sono pronto a sfidare chiunque. Anzi, noi abbiamo dovuto fare le corse perché si espletassero tutte le gare d’appalto e arrivassimo pronti per l’anno nuovo. La differenziata nasce dalla necessità di dare un volto nuovo alla città, ma questo si fa solo con una serie di attrezzature. Penso ai compattatori, ai cassonetti, ai cestini multi-contenitori, ai sacchetti; tutte cose, queste, che devono essere rendicontate entro la fine di quest’anno. Quando siamo arrivati noi, non c’era un procedimento avviato che uno. Ripeto, tante parole, ma nulla di concreto. A causa di questo, noi abbiamo dovuto fare le corse contro il tempo. Ma alcune le abbiamo già vinte: l’acquisto dei compattatori, per 2milioni e 200mila euro, e i cassonetti stradali. Adesso ci mancano solo i contenitori multipiano e i sacchetti.

D: Stiamo parlando di ditte di fuori Potenza?

R: Sì, necessariamente. Non credo che qui ci sia qualcuno che fabbrica compattatori.

D: Parliamo di politica. E dintorni. Quando sono apparse quelle famose scritte in centro storico contro De Luca, fra le mille voci che sono circolate, ce n’era una che la indicava come responsabile. L’avrebbe fatto allo scopo di suscitare “pietismo” nei confronti del Sindaco.

R: Cose da pazzi. (Fa un gesto di stizza con la mano)

D: Secondo lei, De Luca non ha deluso nessuno fra quelli che l’hanno sostenuto in campagna elettorale?

R: Assolutamente no. De Luca ha sottoscritto un contratto con i suoi elettori, e lo sta mantenendo.

D: De Luca, però, aveva detto che se lo avessero in qualche modo ostacolato, saremmo tornati alle urne. Si è dimesso, poi ha ritirato le dimissioni, poi ci sono state le trattative infinite col Pd. A molti è parso seguire lo stile di Andreotti: “Meglio tirare a campare, che tirare le cuoia”.

R: C’è molta disinformazione in merito. Il fatto è che certi argomenti vengono approfonditi poco, alla gente piace più il sentito dire, il chiacchiericcio da corridoio o da ascensore. Il consiglio comunale ha sempre sostenuto il sindaco. Resta vero, che il sindaco ha avuto tanti travagli: da qui i momenti di sconforto. C’era la questione bilancio: il sindaco l’ha affrontata con un lavoro certosino, col contributo della Regione e di una legge nazionale. Gli obiettivi erano quindi due, salvare la città, e poi vedere se si poteva andare avanti “insieme”, su una piattaforma programmatica. E questo è il punto in cui ci troviamo adesso.

D: Quindi De Luca non è mai stato “ostaggio” del Pd o di Pittella?

R: No.

D: Ma è vero che lei, l’altra sera, era a cena con Pittella?

R: Neanche questo è vero. Io sono entrato nel ristorante in compagnia di alcuni amici, e lui era già lì, a tavola con altre persone. Io non l’avevo neanche notato. Quando è successo, ci siamo solo salutati. La notizia vera ci sarebbe stata se io non l’avessi salutato.

D: Cosa le ha detto Pittella?

R:Mi ha fatto gli auguri e mi ha raccomandato di fare bene.

D: Come giudica la politica del Governatore in ambito petrolio?

R: E’ un argomento che non conosco bene e perciò parlo solo da cittadino. Posso dire sicuramente che è un tema contraddittorio, dai molteplici aspetti, che Pittella ha ereditato, in quanto nasce addietro nel tempo.

D: Ma lei, che tipo di Potenza sogna?

R: Sono innamorato della città e non voglio apparire banale, ma è come con la donna che ami: a prescindere da quello che dicono gli altri, a me piace tutto. Certamente, però, mi piacerebbe comunque una città più moderna, più europea, più collegata.

D: Cos’è che manca?

R: L’alta velocità. I collegamenti veloci.

D: Come si fa, da parte dei potentini, a non perdere “il treno” di Matera 2019?

R: Certamente è un’opportunità anche per noi. Invece di lamentarci, dovremmo cercare di fare sistema. Dobbiamo innanzitutto uscire da questa situazione finanziaria per poter lavorare in maniera serena, e poi cercare di capire come intercettare “i flussi” turistici. Una parte di questi dovrà passare necessariamente per la nostra città, via Napoli. Dovremo fare in modo che queste persone si fermino da noi, e quindi starà a noi formulare un’offerta che riguarda la nostra città, ma anche le attrattive culturali ed enogastronomiche del circondario. I “curiosi” ci sono, e bisogna intercettarli.

D:Facciamo il gioco dei nomi.

Gianni Rosa.

R. Lavoratore.

D: Vincenzo Belmonte.

R: Simpatico (sorride).

D: Cannizzaro.

R: Capace.

D: Carretta.

R: Bravo a nascondere la verità.

D: Iudicello.

R: Pragmatico.

D: Santarsiero.

R: Testardo.

D: Un difetto di Rocco Coviello?

R: E’ l’eccesso di un pregio. La disponibilità. A volte sono troppo disponibile.

D: Il libro preferito o in cui si riconosce?

R: “Qualunque cosa succeda”, il libro su Ambrosoli scritto dal figlio.

D: La canzone?

R: “Un’avventura” di Lucio Battisti.

D: Il film?

R: “300”.

D: Cosa vorrebbe venisse scritto sulla sua lapide?

R: Nulla di particolare, nome, cognome eccetera.

D: La domanda che non le ho fatto?

R: Se non me l’ha fatta, è giusto così.