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Più volte sulle colonne di Controsenso ci siamo occupati del “Nodo complesso del Gallitello”, l’opera pubblica più importante della storia recente di Potenza. I lavori sarebbero dovuti durare 700 giorni, ma a nove anni dalla consegna parziale dei lavori, avvenuta il 12 luglio 2006, i cantieri sono ancora aperti.


Con l’ing. Pasquale Lanzi, direttore dei lavori, che in corso d’opera ha sostituito l’ing. Maria Carmela Bruno, cerchiamo di fare il punto della situazione.
Vogliamo riavvolgere il nastro e riepilogare la storia di quest’opera pubblica che nel nome contiene l’aggettivo “complesso” ma che, me lo consente, anche abbastanza sfigata.
Uno dei rilievi che viene fatto da parte di stampa e cittadini riguarda il ritardo con cui viene realizzato lo scavalco della linea ferroviaria, tutti dicono che il viadotto per scavalcane i binari doveva essere la prima opera ad essere eseguita. In effetti i lavori iniziarono a spron battuto proprio per realizzare quel viadotto. Si lavorava celermente sotto l’attento sguardo di un archeologo della Soprintendenza archeologica della Basilicata. Quando furono ritrovati i primi reperti il cantiere si fermò in attesa di effettuare una variante che consentisse la ripresa dei lavori. Ovviamente per non abbandonare del tutto il prosieguo del’opera si decise di incominciare i lavori per realizzare la galleria.
Anche per la costruzione della galleria insorsero problemi.
Infatti il terreno all’imbocco della galleria su viale dell’UNICEF presentava problemi e si instaurò un contenzioso con l’impresa che avanzò richiesta di ulteriori fondi per superare le criticità rilevate. In questa fase fui chiamato alla direzione dei lavori per sostituire l’ing. Bruno. Si impiegò il tempo necessario per redarre una nuova relazione geologica, ma alla fine si riuscì a far riprendere i lavori spendendo qualcosa di meno dei circa 4.000.000 di euro previsti dal progetto originario.
Terminata la galleria si doveva riprendere la costruzione dello scavalco ferroviario.
E’ stato necessario liberare i reperti archeologici ritrovati, ciò ha comportato un notevole impiego di tempo durante il quale la DEC non poteva certo lavorare in quel cantiere. In questo frattempo è stato necessario prevedere una variante generale, nella quale fu previsto di realizzare una maxi campata di 55 metri per scavalcare i binari.
Sì, ma poi questa campata non è stata realizzata.
In effetti in un confronto fra varie tesi si convenne che una trave che avrebbe dovuto avere un’altezza di 4 metri avrebbe avuto un impatto negativo su viale del Basento e sull’area archeologica per cui si optò per una soluzione, quella che stiamo realizzando, meno problematica. Ovviamente tutte queste questioni tecniche hanno ritardato l’effettivo inizio dei lavori.
E mentre si discuteva la DEC è stata travolta dai problemi giudiziari.
E’ stata una fortuna che la DEC non è fallita, ma è andata in concordato preventivo ed è stata una fortuna che la Lista Appalti abbia rilevato un ramo d’azienda di DEC, per cui ci siamo potuti accordare per la ripresa dei lavori ai prezzi dell’originario appalto, evitando fra l’altro l’intervento dell’Autorità di Vigilanza che sarebbe stato devastante.
In effetti la transizione è stata abbastanza veloce, ma i lavori non si sono conclusi nei 240 giorni rinvenienti dalla scadenza fissata da contratto così come più volte assicurato dal Comune. Ma veniamo ai giorni nostri, ingegnere, qualche settimana fa ai microfoni del TGR in occasione della posa delle ultime travi dello scavalco della ferrovia, lei ha dichiarato che entro fine anno l’intera opera sarà completata, conferma questa dichiarazione?
Nel frattempo ci sono stati ulteriori intoppi non addebitabili all’impresa che esegue i lavori.
Quindi ci conferma che quest’opera oltre ad essere complessa è pure sfigata.
Quando dichiarai ai microfoni del TGR che entro fine luglio tutte le travi sarebbero arrivate sul cantiere non potevo sapere che l’ANAS disponesse la chiusura della Salerno-Reggio Calabria fino al 4 settembre e che non sarebbe stato possibile far arrivare le travi da Valsinni, luogo di produzione, fino a Potenza, i percorsi alternativi non consentivano il passaggio delle travi di peso pari a 54 tonnellate mentre i ponti ne potevano sopportare 29. Giocoforza abbiamo atteso la riapertura della A3. Al problema del trasporto si è aggiunta la sospensione di RFI dell’autorizzazione ad operare in quanto l’Amministratore Delegato ha stabilito la sospensione dei lavori nel periodo estivo su tutto il territorio nazionale.
Più sfigati di così…. Quindi i due mesi persi in estate si dovranno aggiungere alla data di fine lavoro prevista entro fine anno. Cosa manca per completare l’ultimo viadotto?
Si devono realizzare due campate con travi in acciaio e una campata con travi in cemento precompresso, tutte le travi sono già pronte.
Come si aggiorna quindi il crono programma?
Entro fine settembre contiamo di posizionare le 8 travi di acciaio e le 4 in cemento precompresso già pronte nei depositi della Inpes, c’è da rilevare che anche la Inpes è finita in concordato preventivo ed abbiamo dovuto convincere il giudice ad autorizzare la cessione delle travi alla Lista Appalti, ovviamente ai prezzi concordati negli anni precedenti. Entro dicembre, se non intervengono altri problemi, lo scavalco della ferrovia dovrebbe essere cosa fatta.
Sistemato l’ultimo viadotto rimangono dei lavori da completare, soprattutto quelli che riguardano la illuminazione. Ci conferma che il progetto iniziale non ha previsto la illuminazione dei viadotti e del tratto finale di viale dell’UNICEF?
Effettivamente il progetto non ha previsto le opere per la illuminazione.
Circostanza di una gravità inaudita. Il viadotto Vaccaro però, già da diversi mesi è stato dotato di impianto di illuminazione e ci sono stati ripetuti annunci, a seguito di interrogazioni in Consiglio Comunale, di una rapida soluzione del problema, ma è trascorso un anno. Come stanno le cose? Quando si illuminerà questo viadotto?
Interverremo a breve alimentando l’impianto già realizzato, prendendo l’alimentazione dal contatore ubicato nei pressi della galleria.
Verrà realizzata anche la illuminazione dalla rotatoria fino all’imbocco del viadotto Vaccaro?
No, al momento non è previsto. A breve illumineremo, con le economie provenienti dal ribasso, la rotatoria nei pressi del ristorante Tre Mari e la parte destra di viale dell’Unicef da via degli Oleandri fino alla rotatoria della galleria.
E il resto delle opere non illuminate? Il viadotto Basento, per esempio?
Dopo l’ultimazione di tutte le opere sarà necessario fare il punto della situazione per quanto riguarda eventuali, ma molto probabili, economie sui lavori dopo di che si potrà procedere a progettare gli impianti di illuminazione del viadotto Basento e dello stesso viadotto Gallitello, lo scavalco della ferrovia.
Si completerà il marciapiedi rimasto a metà curva in via Tirreno? Così com’è non è utilizzabile .
Il marciapiedi è stato realizzato così come previsto da progetto, però sarà completato in occasione dei lavori di rimodellamento della curva utilizzando delle somme già accantonate.
Una delle lamentele da parte degli automobilisti riguarda il lungo percorso che devono fare quando, provenendo da via del Gallitello o dal passaggio a livello, devono proseguire verso via Vaccaro, oggi sono costretti ad allungare di un km in quanto devono andare a girare alla rotatoria vicino la galleria. A lavori ultimati come si può ovviare a quest’anomalia?
In questi giorni siamo intervenuti nella parte iniziale di via del Gallitello istituendo il senso unico in direzione degli uffici regionali creando una corsia dedicata alle attività commerciali posizionate sul lato sinistro, così come è previsto dal progetto, per ora faremo la segnaletica provvisoria, ma a regime quel tratto di strada rimarrà a senso unico così come previsto dal progetto.
Ciò ha determinato lunghi incolonnamenti e le proteste dei commercianti.
Lo so, ma noi siamo obbligati a rispettare il progetto e sono sicuro che a lavoro ultimato le cose andranno per il verso giusto.
Qualcuno fa notare che con più maestranze al lavoro si sarebbero accorciati i tempi.
Al momento, la Lista Appalti ha in organico 12 operai e tre tecnici a cui si affianca di volta in volta personale delle ditte subappaltatrici. Quando saranno montate le travi chiederò alla ditta di incrementare il numero degli operai per accelerare al massimo l’ultimazione del viadotto.