IMG 20150909 141148 P

Adora i piatti di pesce, ma non quello surgelato. Tuttavia, Giampiero Iudicello, 43 anni, consigliere comunale, è il segretario potentino del Pd, “congelato” fino al congresso. L’incontriamo all’indomani dell’approvazione in consiglio comunale dell’ipotesi di bilancio riequilibrato.

 

D: Come giustifica la sua esistenza?


R: Con il mio impegno per le cose in cui credo e che ritengo utili. E poi per le mie passioni. La politica, la musica, l’arte, il cinema, la letteratura.


D: In pratica lei è un Veltroniano.


R: Solo da questo punto di vista (ride). Lo sottolinei, per favore.


D: Oggi è il secondo giorno di sciopero dei dipendenti Cotrab.


R: Solidarizzo con i dipendenti in difficoltà, come anche quelli degli asili nido, ma non è il modo giusto di protestare, secondo me. Sicuri che il problema si risolve così? O così facendo si aggiungono problemi ai problemi? Dobbiamo lavorare tutti insieme, per far sì che nel futuro certe cose non si ripetano.


D:Però risulta che il Comune buona parte delle spettanze le abbia pagate.


R:Certo, più di 5 milioni di euro nel corso del 2015; circa 2 milioni di euro solo da giugno a settembre.


D: Tuttavia i dipendenti non ricevono lo stipendio, per questo protestano.


R: Non entro nel merito delle scelte aziendali, perché di questo si tratta, anche se è vero che Cotrab avanza ancora, se ben ricordo, 2,5 o 3 milioni di euro. Ma c’è un altro problema: Cotrab continua a fatturare sulla base del vecchio piano di esercizio, come se quello nuovo non fosse mai stato varato. E il Comune non può pagare fatture basate su un piano di esercizio che non è più quello. Il TPL che abbiamo votato a febbraio prevede infatti un risparmio e un numero di chilometri inferiore.


D: Il trasporto pubblico è una delle cose che ha portato il Comune al dissesto…


R: Non arriverei a dire questo, ma si è trattato sicuramente di una voce di spesa eccessiva che ha contribuito ad aumentare un disavanzo che poteva essere contenuto.


D: E’ difficile semplificare, ma quando si trova a spiegare al passante di via Pretoria le cause del dissesto, quali parole usa?


R: Come diceva lei è difficile semplificare. Io userei una frase del commissario Ingravallo, protagonista del libro “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana”, ovvero, “Non c’è una causa, ma LE cause”.


D: E quindi?


R: Innanzitutto il taglio dei conferimenti statali, che ha costretto i Comuni a fare ricorso ad anticipazioni di liquidità di cassa, che hanno creato un circolo vizioso e non virtuoso; alcune voci di bilancio riguardanti i servizi che andavano limitate, per quanto riguarda i costi, e in riferimento alle quali non possiamo certo dire di essere stati bellissimi e bravissimi; nonché una gestione non ottimale da parte della Commissione che ha lavorato al primo dissesto, che invece di riportare al Comune i crediti che andavano riportati, ha sostanzialmente non operato. Comunque, ripeto, c’è una politica nazionale che mortifica gli enti locali.


D: A proposito di governo centrale, se Renzi abolisce la Tasi e l’Imu, il Comune di Potenza come farà a uscire dal dissesto?


R: Bella domanda, davvero. In effetti, come dicevo, i comuni oggi campano sulle entrate dirette, perché hanno subito un taglio dei conferimenti statali. Bella domanda, ma non dovrebbe farla a me. Sicuramente, bisognerebbe trovare degli strumenti alternativi affinché i comuni non soffrano ancora di più.


D: Ieri il consiglio comunale ha approvato il bilancio di previsione. Lei ha detto che ora “bisogna lavorare tutti insieme”. Ma quale deve essere il leitmotiv di questa “ricostruzione”?


R: Il leitmotiv di una “ricostruzione” deve essere sempre il “civismo”. Io dico sempre che il politico non deve fare meglio dei cittadini ciò che gli stessi cittadini sono in grado di fare benissimo senza il politico. Il politico deve indirizzare, guidare, mettere a sistema le energie, ma ci deve essere una riscoperta del protagonismo dei cittadini e delle risorse, imprenditoriali, economiche e associative. In questa città ci sono, ma forse sono un po’ … assopite.


D: E per quanto riguarda la macchina amministrativa?


R: Bisogna rimettervi mano, va efficientata, snellita, resa più rapida. Poi bisogna mettersi subito lavorare su alcuni aspetti di carattere urbanistico: penso a un’area artigianale, a rendere abitabili e “commerciali” i “sottani” del centro storico. Ci sono molte cose che si possono fare con l’utilizzo “intelligente” dei fondi europei, ad esempio gli impianti di illuminazione a led a risparmio energetico sulla bolletta, soldi che poi posso utilizzare sulla spesa corrente.


D: Nell’ultimo consiglio comunale lei ha fatto un appello alla coesione nel Pd. Parole al vento? Per dirne una, come sono i rapporti con Carretta e Sileo?


R: Non sono mai stati pessimi, anche se abbiamo avuto delle divergenze di opinione, piuttosto palesi. Però ho sempre ritenuto che la salvezza della città fosse prioritaria rispetto ai distinguo politici, alle sottolineature delle criticità. Era sbagliato fare arrivare il messaggio “Muoia Sansone con tutti i Filistei”, al contrario era giusto perseguire la linea per evitare il Commissariamento della Città. Avrebbe significato abbandonare Potenza al suo destino.


D: E per quale motivo lei non sarà più il segretario cittadino del Pd?


R: Perché il mio mandato in realtà sarebbe già scaduto da mesi e io sto operando in regime di proroga.


D: Però non è solo per questo. A un certo punto, molte dita erano puntate contro di lei.


R: Lei fa riferimento a una direzione cittadina del Pd in cui una parte –una parte- del partito mi ha mosso dei rilievi. C’era una divergenza di opinioni su una linea generale, e qualcuno si è sfogato perché si è sentito messo sotto processo, anche se non da parte di Iudicello. Detto questo, secondo me hanno sbagliato e sbagliano ancora, se continuano a ragionare così. Iudicello ritiene esaurito il suo mandato, esattamente da ieri, da quando si è approvato questo piano di bilancio. Ripeto: ho fatto tutto quanto in mio potere perché si contribuisse a riportare Potenza a una situazione di normalità. Dopo le elezioni, sono rimasto segretario solo ed esclusivamente per questo. Adesso è giusto aprire una nuova fase e fare un congresso.


D: A lei e al segretario regionale Luongo veniva mossa più meno la stessa accusa: immobilismo e “sonnolenza”.


R: Immobilismo non direi. Parlo a titolo personale: per me era prioritaria la salvezza di Potenza. Abbiamo lavorato per ottenere un’attenzione per questa città e importanti modifiche legislative. Ricordo a tutti che c’è stata la riduzione della sanzione per lo sforamento del patto di stabilità; lo “spalma debiti” che ci ha consentito di respirare; c’è stata una legge regionale che ci ha consentito di beneficiare di 32 milioni di euro. Avendo segnato questo punto, ora è da qui che si riparte, sulle idee, sulle proposte e anche, sì, su nuovi protagonismi. Candidatura o non ricandidatura, io non farò mancare il mio contributo nella fase congressuale.


D: Non si ricandida?


R: Non ne ho intenzione.


D: A proposito di “protagonismo”, adesso è una bella grana per De Luca fare la giunta. Deve attendere che voi del Pd vi mettiate d’accordo.


R: E’una bella grana. Lo stesso sindaco ha detto “da solo non ce la faccio”, quindi l’azione politica va migliorata. Le decisioni saranno di partito, come sempre, ma sarebbe il caso che in questi due tre anni volti al risanamento, si lavori tutti in un’unica direzione per consentire a chi verrà dopo di amministrare con un minimo di serenità.


D: A lei la poltrona di assessore non fa gola?


R: Io ambisco a fare quello che i cittadini di Potenza e il mio partito ritengano sia giusto fare. No, non ho smanie e pruriti particolari.


D: Quale delega gradirebbe, nel caso?


R: Io sono avvocato e non potrei certo fare l’assessore al bilancio. Non ne ho le competenze.


D: Ma in passato forse non ce l’aveva neanche qualcuno che, invece, l’assessore al bilancio l’ha fatto … non crede?


R: (sorride). Questa è una sua battuta.


D: Cosa pensa di quello che sta succedendo in Sicilia, dove alcuni ex esponenti del centrodestra vogliono entrare nel Pd, e alcuni membri del partito non li vogliono?


R: Che quelli che non li vogliono hanno ragione. Il Pd non può diventare un iper-market in cui c’è di tutto di più. Ma la domanda è un'altra. Come mai questi del centrodestra trovano “appetibile” il Pd?


D: Già, come mai?


R: Allora vuol dire che il partito sta assumendo una caratterizzazione che non è propriamente di centrosinistra; che stiamo puntando più su determinati interessi che su altri; laddove il nostro dovrebbe essere il partito per il lavoro, per i deboli e per gli ultimi, per il mondo produttivo e non per le lobby, per le liberalizzazioni e non per i cartelli. Forse queste caratteristiche le stiamo perdendo?


D: La Basilicata è ai primi posti per “spese per la politica”.


R: Credo che il dato si riferisca al “contorno”, ovvero agli sprechi, agli enti doppioni e ai carrozzoni vari. Per esempio, io ancora non mi spiego come mai, in una regione di soli 580mila abitanti, ci sia bisogno di due consorzi industriali. Il costo della politica non è dettato dai gettoni del consigliere comunale.


D: Quanto guadagna un consigliere comunale come lei?


R: Eccezion fatta per i mono gruppo che partecipano a tutte le commissioni, il gettone mensile va dai 350 ai 500 euro.


D: E basta?


R: E basta.


D: De Luca ha dichiarato di voler tagliare gli sprechi. Lei da cosa comincerebbe?


R: Noi pagavamo una bolletta energetica eccessiva. Faccio un esempio: si deve riscaldare la palestra perché c’è la partita? Giusto, ma noi abbiamo un tipo di impianti che riscalda tutto lo stabile. Per quanto riguarda il personale, sia Santarsiero che De Luca hanno fatto già una buona opera di contenimento della spesa. Occorre lavorare sui servizi –rapporto costi/qualità- e sull’impiantistica. Per il resto, il sindaco ha già rinunciato alla macchina blu e la maggior parte dei gruppi –quelli di centrodestra compresi- hanno rinunciato all’utilizzo dei fondi ad essi destinati. Il Pd ha speso solo i 24 euro per le fotocopie del TPL.


D: Facciamo il gioco dei nomi: Santarsiero.

 

R: Cocciuto.

 

D: Sileo.

 

R: Buona, ma troppo impulsiva.

 

D: Carretta.

 

R: Furbo.

 

D: De Luca.

 

R: Coraggioso.

 

D: Pittella.

 

R: Grande comunicatore.

 

D: Cannizzaro.

 

R: Intelligente e veloce.

 

D: Fanelli.

 

R: Uno dei colleghi non del centrosinistra che stimo di più.

 

D: Speranza.

 

R: Un fratello.


D: Un suo difetto da politico.


R: Dovrei essere un po’ più rapido su certe cose.


D: La canzone che la rappresenta?


R: “Replay” di Samuele Bersani.


D: Il film?


R: “Film rosso” di Kieślowski e “La canzone di Carla” di Ken Loach.


D: Il libro?


R: “Pastorale americana” di Philip Roth.


D: Il suo piatto preferito? Molti, sapendola a pranzo con me, vorranno sapere cosa ha mangiato.


R: I primi col pesce, tipo spaghetto allo scoglio (A pranzo con noi però ha mangiato i paccheri – ndr).


D: Fra cent’anni cosa vede scritto sua lapide?


R: “Era una persona perbene che non ha pensato solo a se stesso”. Ma è un proposito, può darsi che io stesso poi non sia all’altezza del mio epitaffio.


D: Ma è più facile che Iudicello si metta a dieta o che Iudicello abbandoni la politica?


R: Iudicello è già a dieta e la politica non l’abbandonerà mai.