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A volte, per interpretare i segnali positivi nell'economia locale occorre andare a scavare tra gli indici di negatività. E così, nella classifica regionale delle imprese entrate in procedura fallimentare e in concordato nel II trimestre 2015, appena pubblicata da Movimprese (la rilevazione trimestrale realizzata da InfoCamere sulla base dei dati del Registro delle imprese e diffusi da Unioncamere) si scopre che la Basilicata fa segnare la contrazione più alta in Italia: -51,7% per i fallimenti e -50% per i concordati.

Anche rispetto al saldo demografico sulla natimortalità aziendale, il dato è positivo ed evidenzia una lenta risalita. Lo stock rimane sotto quota 60.000 (le imprese lucane al 30 giugno sono 59.072) ma il +0,61% (derivante dalla differenza tra le 855 iscrizioni e le 499 cancellazioni dal Registro Imprese delle Camere di Commercio di Potenza e Matera) è una percentuale di tutto rispetto, che si avvicina di molto al +0,63% registrato in Italia. E +0,63% è anche la performance della provincia di Potenza, in perfetta linea con il trend nazionale, mentre Matera fa segnare un +0,56%. Resta invece sempre in territorio negativo il dato relativo alle aziende artigiane: -0,41%, nel II trimestre 2015 (frutto delle 75 iscrizioni e delle 119 cancellazioni), colloca la Basilicata al terz'ultimo posto dopo Sardegna e Trentino Alto Adige.

«A parte la nota dolente dell'artigianato, gli indicatori lasciano intravedere una piccola inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni e ci lasciano il gusto di un cauto ottimismo – commenta il presidente di Unioncamere Basilicata, Michele Somma -. E' presto per dire che siamo in ripresa, ma certamente c'è una nuova iniezione di fiducia ed è il momento di cogliere l'onda attraverso processi che guardino ai fattori aggregazione, innovazione e internazionalizzazione come leve strategiche per agganciare i mercati più vasti».